Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha violato (di nuovo) il silenzio elettorale. Ieri infatti, ha postato sulla sua pagina Facebook un post che lasciava poco spazio all'interpretazione. "Domani in Umbria facciamo la storia! Dalle 7 alle 23, basta una croce sul simbolo Lega e vinciamo!", ha scritto. Si tratta di un messaggio di propaganda politica diffuso il giorno prima del voto, cioè oggi: un giorno in cui i politici dovrebbero rispettare il silenzio elettorale.

Non solo: oltre a quel messaggio Salvini ha anche pubblicato una diretta in cui afferma che per gli umbri di prospetta "un'enorme possibilita". E dichiara: "Potrete dare la prima ferma, solida, democratica, onesta, concreta risposta a questi chiacchieroni che si sono ricordati dell’Umbria ieri. Domani arriverà una lezione di libertà e partecipazione, come cantava Gaber, dall’Umbria e dagli umbri alla faccia di chi dice che non conta nulla, che non è un test nazionale, che non conta perché ha meno abitanti della provincia di Lecce, il maleducato ex avvocato del popolo, ora avvocato di se stesso e dei servizi segreti, che non ha rispetto per la democrazia".

Non solo un messaggio elettorale quindi, ma anche un attacco diretto al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. "Il presidente del Consiglio si sistema il ciuffo e va a prendere in giro gli artigiani", ha proseguito Salvini in riferimento all'intervento di Conte alla Cna. Il leader del Carroccio ha avuto parole anche per il segretario dem, Nicola Zingaretti: "L’unico pensiero di questo governo è Matteo Salvini. Ieri con grande buongusto Zingaretti mi ha insultato dall’Umbria, mentre gli insulti di Conte, Di Maio e Renzi sono quotidiani. Mi fate l’effetto che fanno i moscerini alle vacche".

Proprio agli elettori del Movimento Cinque Stelle si è rivolto poi Salvini: "Lo dico agli amici elettori dei Cinquestelle delusi: se volete continuare la vostra battaglia di libertà e onestà le porte della Lega sono aperte, noi non andremo mai con il Pd o con Renzi". In ultima arrivano anche gli attacchi alla nuova titolare del Viminale, Luciana Lamorgese: "Trovo che sia una vergogna inammissibile che nel palazzo della sicurezza italiana si ricevano le Ong, che violano le leggi, che si riceva chi ha rischiato di ammazzare militari italiani. Il liberi tutti, sbarchi per tutti dà i suoi ‘frutti’ nelle piazze italiane. Siamo arrivati a 4mila sbarchi da quando si è insediato il nuovo governo, più del doppio rispetto all’anno scorso. Il ministro dell’Interno non dà notizie del suo lavoro".

In che modo Salvini ha violato il silenzio elettorale?

Dal punto di vista strettamente legale, Salvini non starebbe di fatto violando la legge sul silenzio elettorale, in quanto questa, la cui ultima modifica risale al 1985, non comprende i social network. La pausa elettorale è disciplinata dalla legge legge 4 aprile 1956 n. 212: il silenzio elettorale, nello specifico, è regolato dall'articolo 9, così come modificato dalla l. 130/1975.

Nel testo della norma si legge: "Nel giorno precedente ed in quelli stabiliti per le elezioni sono vietati i comizi, le riunioni di propaganda elettorale diretta o indiretta, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, la nuova affissione di stampati, giornali murali o altri e manifesti di propaganda. Nei giorni destinati alla votazione altresì è vietata ogni forma di propaganda elettorale entro il raggio di 200 metri dall’ingresso delle sezioni elettorali".

Al 1985 risale la modifica per quanto riguarda le emittenti radiotelevisive private: "Nel giorno precedente ed in quelli stabiliti per le elezioni è fatto divieto anche alle emittenti radiotelevisive private di diffondere propaganda elettorale". Salvini starebbe quindi semplicemente sfruttando un vuoto normativo. E torna a farlo anche oggi, postando un video in cui scrive: "In Umbria si vota solo oggi fino alle 23. Decine di migliaia di persone incontrate, luoghi stupendi visitati, passione, idee, affetto: grazie Umbria! Io ce l'ho messa tutta, oggi fino alle 23 tocca a voi. Convincete amici, parenti, colleghi, magari anche ex fidanzati ad andare a votare, ogni voto conta: basta una croce sul simbolo Lega e questa sera festeggeremo insieme la liberazione della vostra splendida Terra!".

Politicamente, il discorso cambia in maniera sostanziale, dal momento che si tratta pur sempre di propaganda elettorale nel giorno della consultazione elettorale. Sfruttare un vuoto normativo, non cancella le responsabilità di tipo politico che il leader del principale partito italiano ha nei confronti dei cittadini italiani.