Dall'indagine condotta dall'Istituto Demopolis, realizzata dal 22 al 23 aprile 2019 per il programma Otto e Mezzo, se si votasse per le Politiche, la Lega, pur perdendo circa un punto e mezzo nell’ultimo mese, sarebbe sempre primo partito con il 31%; la novità è la lieve ripresa del Movimento 5 Stelle, che si attesta al 23,5%. Secondo il Barometro Politico di aprile Il Pd di Zingaretti, che risultava decisamente in risalita dopo le primarie, registra invece un freno nel consenso, attestandosi al 20%; Forza Italia di Silvio Berlusconi otterrebbe poco più del 9%, Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni il 4,2%.
"In parte differente – ha detto il direttore di Demopolis Pietro Vento – sarebbe lo scenario nel voto per le Elezioni Europee, caratterizzate da un significativo incremento dell’astensione. Se la partecipazione al voto per le Politiche si attesta intorno al 70%, Demopolis stima invece al 62% l’affluenza per le Europee: 8 punti in meno, destinati ad incidere sulle percentuali del consenso ai partiti". 

Secondo la fotografia scattata dall’Istituto Demopolis, a poco più di un mese dal voto delle elezioni europee 2019, la Lega di Salvini otterrebbe alle Europee il 33%, il Movimento guidato da Luigi Di Maio il 22%, il Partito Democratico il 21%; molto più indietro Forza Italia all’8% e Fratelli d’Italia al 5%, comunque sopra la soglia di sbarramento del 4% per accedere al Parlamento Ue. Più Europa avrebbe poco più del 3%, sotto il 4% le altre forze minori.
La maggiore o minore motivazione degli elettorati a recarsi alle urne sembra comunque avere una diretta ripercussione sul peso odierno dei partiti: come emerge dall’analisi comparativa di Demopolis, la Lega avrebbe il 33%, due punti in più rispetto al consenso odierno rilevato nel voto per la Camera. Il Movimento 5 Stelle, leggermente penalizzato dalla minore affluenza alle Europee, otterrebbe il 22%; il Pd raggiungerebbe il 21. La motivazione al voto incide anche sul consenso degli altri due partiti di centrodestra, con gli elettori della Meloni più propensi a recarsi alle urne il 26 maggio rispetto a quelli azzurri. "Un ulteriore, probabile incremento dell’astensione – ha sottolineato il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento – potrebbe modificare ulteriormente, in modo significativo, le odierne stime di voto per le Europee".