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20 Settembre 2021
21:05

Elezioni comunali, seggi allestiti fuori dalle scuole per non interrompere lezioni: dove si voterà

Per le elezioni comunali e regionali del 3 e 4 ottobre 2021 sono 510 i seggi elettorali, presenti in 117 diversi comuni (tra cui anche Bologna, Roma e Torino), predisposti al di fuori delle scuole e spostati in palestre, strutture polivalenti e uffici municipali dismessi: l’obiettivo è quello di evitare l’interruzione delle lezioni per migliaia di studenti.
A cura di Stefano Rizzuti
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L’anno scorso lo scopo era quello di evitare una chiusura immediata delle scuole, a solo una settimana di distanza dalla loro riapertura dopo mesi di didattica a distanza. Ora la situazione è diversa, ma l’obiettivo lo stesso: evitare di interrompere le lezioni per migliaia di studenti. Anche per le elezioni comunali e regionali del 3 e 4 ottobre 2021, infatti, alcuni seggi verranno spostati al di fuori delle scuole, in sedi di altro tipo, permettendo così a tanti studenti di evitare l’interruzione delle lezioni. Sono 117 i comuni che hanno aderito all’iniziativa, con lo spostamento di 510 seggi elettorali, coinvolgendo circa 300mila elettori e permettendo a oltre 30mila studenti di non vedere la sospensione delle lezioni in classe per il lungo weekend elettorale.

Elezioni comunali, i seggi spostati al di fuori delle scuole

Per lo spostamento dei seggi elettorali, con la predisposizione delle nuove sezioni, sono stati stanziati oltre 2 milioni di euro, attraverso un preciso criterio per la ripartizione dei fondi: sono stati stanziati considerando il numero di sezioni trasferite in sedi extra-scolastiche (per il 30%) e il numero di studenti per cui non viene interrotta la didattica (per il 70%). Sulla base di questi criteri sono stati stanziati i fondi, con le prefetture che hanno fornito il riscontro sui comuni interessati, sulle sedi individuate e sulla stima dei costi necessari per l’adeguamento degli edifici. L’obiettivo di questa iniziativa viene spiegato da Giuseppe Brescia, deputato del Movimento 5 Stelle e presidente della commissione Affari costituzionali della Camera: “Le elezioni non possono fermare le lezioni, oltre 30mila studenti non dovranno stare a casa e potranno andare in classe”. Il fondo è stato istituito con un emendamento proposto dal M5s al decreto Sostegni e ora il Viminale – spiega ancora Brescia – “si è impegnato a stanziare fondi per i prossimi anni”.

Quali comuni hanno aderito allo spostamento dei seggi elettorali

I comuni che hanno manifestato il loro interesse sono stati 117, in calo rispetto allo scorso anno, ma va considerato che questa volta sono chiamati al voto solo alcuni comuni e non tutta Italia, come avvenuto soprattutto per il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari nel 2020. Brescia ringrazia i sindaci “per aver compiuto quest’atto d’amore per la comunità didattica” e sottolinea “soprattutto l’impegno dei sindaci dei piccoli comuni dove la missione era più difficile. Tra i comuni hanno aderito Roma, Torino, Bologna, Siena, Pordenone e Novara e 25 enti calabresi. Siamo solo all’inizio di un percorso che dovrà necessariamente crescere”.

Tra i comuni che hanno aderito ci sono, quindi, Bologna, Roma e Torino, tre dei più grossi capoluoghi coinvolti in questa tornata elettorale. L’anno scorso, invece, non c’erano state adesioni di grandi città. Molti i comuni coinvolti in Calabria, dove si vota per le elezioni regionali e tutto il territorio è quindi interessato. In totale i seggi elettorali coinvolti sono 510, le sezioni 5.928, con circa 300mila elettori coinvolti e 30.591 studenti per cui non verranno sospese le attività didattiche a scuola.

Seggi fuori dalle scuole: dove si voterà per le elezioni comunali

Per spostare tutti questi seggi dalle scuole ad altri luoghi sono stati richiesti fondi per 2,64 milioni di euro. Una cifra destinata ad aumentare nettamente in futuro, considerando che ben 197 comuni non coinvolti da questa tornata elettorale hanno comunque mostrato il loro interesse nei confronti dell’iniziativa coordinata dal ministero dell’Interno. Per votare, quindi, alcuni cittadini non dovranno andare nelle scuole ma in altri luoghi che verranno adibiti al voto: si tratta di palestre comunali, strutture polivalenti e uffici municipali dismessi.

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