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Opinioni
14 Marzo 2017
18:32

Ecco i forconi 3.0: il 22 marzo il Parlamento italiano sarà circondato

Una iniziativa “dal basso e senza bandiere politiche” per circondare il Parlamento il 22 marzo. La richiesta? Elezioni subito, a giugno con le amministrative. È la nuova dimensione del gentismo, che prova a trovare un senso riprendendo la vecchia polemica anticasta.
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“Noi cittadini chiediamo di andare al voto subito, a giugno con le amministrative, in modo da non sprecare altro denaro pubblico con ulteriori urne e comunque prima di settembre, prima che maturino i vitalizi. Chiediamo che venga approvata in pochi giorni ed entro il 31 marzo, la legge elettorale”.

Sono queste le due ragioni alla base della nuova mobilitazione “gentista” che dovrebbe tenersi il 22 marzo nei pressi di Montecitorio. Il claim è di quelli gentisti per eccellenza, “Circondiamo il Parlamento”, e l’organizzazione è affidata a una serie di gruppi e pagine Facebook che ruotano intorno alla “galassia anticasta”. Una sorta di Forconi 3.0, insomma, che si collocano sulla scia del movimentismo dal basso e della polemica antisistema del “né di destra, né di sinistra, ma contro la Ka$ta”.

A riassumere il tema della manifestazione è Marione, il vignettista “ufficiale” del MoVimento 5 Stelle, in un video che ha avuto una certa diffusione e che è il riassunto della polemica anticasta e antisistema che ha ampio seguito sui social network e su Facebook in particolare:

I toni di Marione ("Fate come volete, ma fateci votare, altrimenti succede un casino e non vi basteranno nemmeno gli avengers") sono quelli "classici", così come gli slogan dei gruppi che aderiscono all'iniziativa, che abbondano di "ladri", "parassiti", "farabutti", "servi" nei confronti dei politici.

Ufficialmente il MoVimento 5 Stelle non sostiene la manifestazione, mentre sono numerose le pagine che gravitano intorno all'universo grillino che stanno rilanciando l'appuntamento del 22 marzo. Del resto, in piazza dovrebbero esserci alcuni personaggi vicini al MoVimento, come il giudice Ferdinando Imposimato e lo stesso Marione, nonché le associazioni dei consumatori e delle “vittime del Salva Banche”.

I Forconi, invece, per ora non sembrano voler aderire, e si concentrano sulle loro battaglie (l'arresto dei parlamentari, le segnalazioni in questura e, di recente, la legittima difesa in stile "due colpi a pallettoni e ladri fuori dai c…".

Al netto di come andrà la manifestazione (realisticamente la partecipazione non sarà memorabile), la questione resta molto interessante, perché evidenzia il modo in cui parte dell'opinione pubblica assimila e rielabora l'agenda politica italiana. E la persistenza di una zona grigia, permeabile ma non sovrapponibile ai movimenti politici di stampo populista, che prova a darsi un senso e uno scopo "ripescando" la polemica anticasta, contro la classe politica. Intendiamoci, le rivendicazioni sono quelle che sono e non serve nemmeno argomentare più di tanto. È difficile, in effetti, contrapporre una idea al "se ne devono andare tutti", o anche al "ladri e farabutti avete rovinato l'Italia", ma è molto interessante capire perché resta un certo tipo di "pensiero" irriducibile, solo sfiorato dalla proposta politica del MoVimento, di Fdi o di Salvini e delle altre forze politiche di estrema destra che hanno sempre provato a raggranellare spazio e consensi in quest'area.

Nell’epoca del post ideologismo, dell’assenza dell’Idea e del trionfo del senso pratico, questa appare addirittura come una dimensione “politica”, per quanto grossolana e in larga parte improponibile.

Sembra passata un'era dagli "indignati contro la casta", dalle maschere di Fawkes (quelle di "V per Vendetta", ehm), dai Forconi che bloccavano l'Italia, da Calvani in piazza come una star, da Caruso Spider Truman, ma quell'insieme di sentimenti, confuse rivendicazioni, desiderio di partecipazione, rabbia qualunquista, nichilismo e insoddisfazione è ancora lì. E forse la stiamo liquidando con troppa facilità come sottomarca del populismo. Forse.

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A Fanpage.it fin dagli inizi, sono condirettore e caporedattore dell'area politica. Attualmente nella redazione napoletana del giornale. Racconto storie, discuto di cose noiose e scrivo di politica e comunicazione. Senza pregiudizi.
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