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30 Giugno 2022
18:19

Draghi: “Governo non si fa senza i 5 Stelle, mai chiesto a Grillo di rimuovere Conte”

Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il dl Bollette, che introduce misure urgenti per il contenimento dei costi dell’energia elettrica e del gas naturale per il terzo trimestre 2022. Draghi in conferenza stampa: “Non ho mai chiesto a Grillo di rimuovere Conte”.
A cura di Annalisa Cangemi
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Terminato il Consiglio dei ministri che aveva all'ordine del giorno il decreto contro il caro bollette, il rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 2021 e l'assestamento del bilancio dello Stato per l'anno finanziario 2022. Il Cdm ha dato il via libera al decreto bollette, modificato dopo il primo passaggio della settimana scorsa.

Per ridurre gli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico, per il terzo trimestre 2022, sono annullate le aliquote relative agli oneri generali di sistema per le utenze domestiche e non domestiche in bassa tensione, oltre che per le utenze con potenza disponibile superiore a 16,5 kW (si tratta, in particolare, delle piccole utenze come per esempio negozi, piccole e medie imprese, attività artigianali, commerciali o professionali, capannoni e magazzini), o per usi di illuminazione pubblica o di ricariche pubbliche di veicoli elettrici.

Sono inoltre assoggettate all'Iva al 5% le somministrazioni di gas metano per usi civili e industriali e sono mantenute al livello del secondo trimestre le aliquote relative agli oneri generali di sistema per il gas naturale. È prevista una ulteriore riduzione degli oneri di sistema per il settore del gas con particolare riferimento agli scaglioni di consumo fino a 5.000 metri cubi all'anno. È previsto un contributo al contenimento dei prezzi del gas da parte dei soggetti titolari di contratti pluriennali di importazione di gas naturale. È concesso poi al Gestore dei servizi energetici un prestito di 4 miliardi per l'acquisto di gas naturale finalizzato agli stoccaggi.

Gli stanziamenti previsti per le misure, in base a una bozza del provvedimento, "sono pari 3.043,98 milioni di euro per l'anno 2022", e non 3.271, come era stato inizialmente ipotizzato. Inoltre il decreto prevede che il bonus sociale per l'energia elettrica – in pratica le agevolazioni tariffarie per la fornitura di energia elettrica in favore dei clienti domestici economicamente svantaggiati ed ai clienti domestici in gravi condizioni di salute – sia riconosciuto anche per il primo trimestre 2022, quindi i bonus annuali riconosciuti agli aventi diritto decorrono dalla data del 1° gennaio 2022. Le soglie di reddito per accedere ai bonus sono 8mila euro per il primo trimestre 2022, 12mila per il secondo e terzo trimestre 2022.

Il presidente del Consiglio Draghi è intervenuto in conferenza stampa per illustrare il provvedimento. "Voglio sottolineare che questi provvedimenti dovevano necessariamente essere attuati oggi. L’assestamento di bilancio deve essere approvato entro oggi e il terzo trimestre per le bollette comincia domani. In mancanza di questa approvazione ci sarebbe stato un disastro. I cittadini avrebbero ricevuto bollette senza agevolazioni con rincari fino al 35-40% senza questo intervento. Questo spiega perché sono rientrato a Roma ieri notte e l’ultima seduta del vertice Nato è stata validamente presidiata dal ministro Guerini", ha spiegato.

"Il Consiglio dei ministri di oggi – ha sottolineato – ha approvato provvedimenti urgenti per sostenere il potere di acquisto delle famiglie e aiutare la capacità produttiva delle imprese davanti ai rincari energetici. Proroghiamo anche per il prossimo trimestre l’azzeramento degli oneri generali di sistema per famiglie, negozi, piccole imprese e abbattiamo l’Iva e poi rafforziamo anche il bonus sociale. Interveniamo per incrementare lo stoccaggio di gas naturale con la concessione di prestiti alle imprese del settore. Poi abbiamo approvato l’assestamento di bilancio per l’anno 2022″.

"Siamo al lavoro con massima urgenza per intervenire contro la terribile siccità che ha colpito il Paese, nel bacino padano si tratta della crisi idrica peggiore negli ultimi 70 anni. La crisi idrica ha due categorie di cause: deficit di pioggia, le precipitazioni sono state scarse, l'aumento delle temperature; poi ci sono le cause strutturali, la cattiva manutenzione dei bacini, della rete. Da noi al 30-40% di perdita di acqua, basti pensare che in Israele sono al 3% e in altri paesi europei al 5-8%. Ci vuole un piano sicuramente per affrontare ora l’emergenza, e da lunedì noi siamo pronti ad approvare i piani delle Regioni. L’Emilia-Romagna l’ha già preparato e presentato, abbiamo poi il Veneto, il Friuli-Venezia Giulia e il Piemonte che lo stanno preparando in queste ore e il governo è pronto da lunedì ad approvarli. Nel Pnrr sono stati stanziati 4 mld per questo, ma ci vuole un coordinamento massiccio dei tanti enti coinvolti".

"Sul governo, i risultati importanti sul fronte internazionale, e gli importanti risultati sul fronte nazionale, sono il merito di questa maggioranza, di saper prendere decisioni con convinzione. Abbiamo davanti tante sfide, dalla guerra in Ucraina, ai rincari alla siccità. Il governo non rischia. Ho sempre detto che è stato formato per fare  Ho anche detto all'inizio del governo, durante le consultazioni, che questo governo non si fa senza i 5 Stelle e questa resta la mia opinione. Il governo è nato con i 5 Stelle, non si accontenta di un appoggio esterno, perché valuta troppo il contributo dei 5 Stelle per accontentarsi di un appoggio esterno. Il presidente Conte ha detto che non ha intenzione di uscire dal governo né di limitare l'appoggio all'appoggio esterno", ha aggiunto, parlando delle fibrillazioni registrate in queste ore, dopo le dichiarazioni del sociologo Domenico De Masi.

Nelle ultime ore "Grillo non l'ho sentito, mentre ho sentito Conte ieri e ci siamo scambiati un messaggio con l'idea di sentirci di nuovo domani. Siamo in contatto. Non ho mai chiesto a Grillo di rimuovere Conte", ha aggiunto il premier, smentendo le ultime ricostruzioni, secondo cui avrebbe chiesto a Beppe Grillo di rimuovere Giuseppe Conte dalla guida del M5s. "Non ho mai fatte queste dichiarazioni. Mi dicono che ci sono riscontri oggettivi: vediamo, li aspetto. Non ho mai pensato – ha aggiunto – di entrare nei movimenti, nelle questioni interne di un partito, credo che anche Grillo abbia smentito. Io lavoro, come gli altri membri del governo, per gli interessi degli italiani. Non capisco come mi si voglia tirar dentro questa cosa, il motivo. È una cosa che mi è totalmente estranea".

"Questo è l'ultimo governo della legislatura in cui sono premier", ha detto poi rispondendo a una domanda, spiegando di non essere disposto a guidare un governo con una diversa maggioranza. Nessuno, stando a quando ha dichiarato il presidente del Consiglio, avrebbe chiesto un rimpasto, "anzi nei colloqui tutti hanno escluso questa possibilità'. 

"La posizione espressa nel G7 e nella Nato – ha aggiunto parlando della guerra – è di sostegno all'Ucraina, la frase esatta è: sosterremo l'Ucraina per tutto il tempo necessario. Significa aiuto economico, umanitario, ormai importante, e militare. Su questo tutta l'alleanza Nato e l'alleanza del G7 è unita, molto determinata. A differenza di altre situazioni, c'è una frase esplicita, se ci fosse la disponibilità ai negoziati siamo pronti a aprirli. Ma se l'Ucraina non si difende, non c'è pace, c'è sottomissione, schiavitù, e continuerà la guerra". 

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