UPDATE Secondo fonti parlamentari diffuse dall'agenzia di stampa Adnkronos, il direttivo del Movimento 5 Stelle avrebbe inviato una serie di mail chiedendo ai cosiddetti "impresentabili" di non iscriversi ai gruppi parlamentari M5S. La mail sarebbe stata inviata dai capigruppo di Camera e Senato del M5S. In caso di iscrizione, il Movimento minaccia l'espulsione, applicando anche le sanzioni previste dal codice etico.

A pochi giorni dalla diffusione delle liste di candidati per le politiche dello scorso 4 marzo, il Movimento 5 Stelle si è trovato ad affrontare numerose polemiche a causa dei cosiddetti "impresentabili" presentati alle elezioni. Tra ex massoni, indagati ed ex parlamentari coinvolti in "rimborsopoli", in tutto risultavano essere 9 gli impresentabili nelle liste M5S. Il caso più famoso è sicuramente quello del neo-senatore Emanuele Dessì, finito al centro dello scandalo per l'affitto della sua casa popolare da 7 euro al mese e alcuni post giudicati razzisti e violenti. Dessì dapprima ha firmato, come gli altri 8, la rinuncia alla candidatura, ma alla fine il Movimento 5 Stelle l'ha comunque ammesso nel gruppo parlamentare del Senato, accantonando la polemica. Secondo il capogruppo pentastellato, Danilo Toninelli, per Dessì la rinuncia alla candidatura poteva essere congelata in quanto il neo-senatore non ha condanne a suo carico né ha violato il codice di condotta interno del Movimento 5 Stelle. Come detto, però, gli impresentabili presenti nelle liste grilline erano in tutto 9 e gli altri otto avevano sì a loro carico delle pesanti violazioni al regolamento interno del Movimento.

In sostanza, stando proprio al regolamento del Movimento, la posizione di molti "impresentabili" si chiarirà tra qualche settimana. Come spiega l'agenzia di stampa Agi, "otre a Dessì risultano eletti altri otto candidati “impresentabili” del M5S: sei alla Camera (Andrea Cecconi, Giulia Sarti e Silvia Benedetti, finiti nello scandalo rimborsi; Catello Vitiello, ex iscritto alla massoneria; Antonio Tasso, condannato nel 2007 per violazione del diritto d’autore, e Salvatore Caiata, indagato per riciclaggio) e due al Senato (Maurizio Buccarella e Carlo Martelli, entrambi coinvolti nello scandalo rimborsi). A differenza di Dessì questi otto erano stati sospesi dal M5S (tranne Giulia Sarti, che si era “auto-sospesa”, e infatti è stata già riammessa nel Movimento, anche se provvisoriamente) e deferiti al collegio dei probiviri, l’organo di garanzia del Movimento, attualmente composto da Nunzia Catalfo, Paola Carinelli e Riccardo Fraccaro". 

Cosa succederà dunque a loro? Molti di loro hanno dichiarato di non avere alcuna intenzione di rinunciare al seggio parlamentare e se non riusciranno a entrare nel gruppo del Movimento 5 Stelle probabilmente confluiranno nel Misto. Sul loro destino, però, secondo il regolamento interno del Movimento 5 Stelle, decideranno i probiviri, che avranno tempo fino a 100 giorni dall'apertura del procedimento.