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Dopo servizio Report Gasparri si difende: “Come presidente di Cyberealm nessuna attività di gestione”

Il senatore Maurizio Gasparri si difende dopo l’inchiesta di Report, che racconta del suo ruolo di presidente della Cyberealm: “Le sue attività, assai limitate, non hanno alcuna relazione con attività politiche di alcun tipo, né hanno interferito con decisioni politiche passate o recenti”, si legge in una nota del suo ufficio stampa.
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A cura di Annalisa Cangemi
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"L'incarico di presidente di Cyberealm del sen. Maurizio Gasparri non comporta alcuna attività di gestione. Per questa ragione si è ritenuto che non rientri in quei casi di ‘funzione di amministratore o di sindaco di società' che vanno segnalati al Senato secondo la legge 441/1982. Pur ritenendo corretta questa interpretazione, la vicenda è stata oggetto di comunicazione. Cyberealm non ha stipulato contratti con nessuno in Italia o altrove, né ha commesse di alcun genere".

Con questa nota l'ufficio stampa di Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di Forza Italia, torna sulla vicenda raccontata dal servizio di Report, sull'attività extra del senatore, che risulta essere presidente dell'azienda Cyberealm, società che si occupa di sicurezza informatica.

"Le sue attività, assai limitate, non hanno alcuna relazione con attività politiche di alcun tipo, né hanno interferito con decisioni politiche passate o recenti. La trasparenza della vicenda si rileva anche dalla facilità con cui si potevano in qualsiasi momento rilevare le notizie in questione da una semplice visura dei dati della Camera di Commercio", conclude la nota.

Il ruolo di presidente della società però andrebbe in contrasto con l'articolo 18 del regolamento per la verifica dei poteri del Senato. Ecco cosa dice l'articolo in questione:

Ai fini dell'accertamento di eventuali incompatibilità con il mandato parlamentare, entro trenta giorni dalla proclamazione o dalla nomina i senatori sono tenuti a trasmettere alla Giunta l'elenco di tutte le cariche ed uffici a qualsiasi titolo ricoperti, retribuiti o gratuiti. Analoga comunicazione sono tenuti a trasmettere, entro trenta giorni, per le cariche e gli uffici, che vengono successivamente a rivestire o dismettere in corso di legislatura

È andata in onda ieri sera su Rai3 l'anticipazione dell'inchiesta di Report sul senatore azzurro. Al centro dell'inchiesta c'è appunto la Cyberealm, "misteriosa società di sicurezza informatica, di cui Gasparri è presidente", spiega Report, che ha messo in luce i contatti tra la società e i servizi segreti di altri Paesi.

Alcuni di loro, spiega il programma di Sigfrido Ranucci su Facebook, in questo momento sono impegnati materialmente nel conflitto israelo-palestinese in attività sensibili. "Gasparri ha di fatto tessuto per loro relazioni istituzionali per l'assegnazione di commesse tenendo all'oscuro il Senato. Commesse che riguardano tutti i suoi ruoli istituzionali".

L'impegno di Gasparri in Cyberealm, stando alla ricostruzione di Report, risale all'estate del 2021. In realtà, già durante il mandato di Gasparri da ministro delle Comunicazioni del governo Berlusconi II (2001-2005), lo Stato cedette la società di telecomunicazioni Telit alla israeliana Dai Telecom guidata da Ouzi Cats, rimasto a capo della società italiana fino al 2017, quando fu coinvolto da un'inchiesta dell'Fbi negli Usa per una truffa da 5 milioni di dollari. Oggi, viene spiegato nell'inchiesta di Report, Cats sarebbe collaboratore occulto di Cyberealm, il cui titolare è l'italoisraeliano Leone Ouazana, a sua volta ex direttore delle relazioni istituzionali di Telit, anch'egli legato agli apparati israeliani.

Gasparri, che non ha mai comunicato al Senato il suo impegno in Cyberealm, intervistato da Report, ribadisce che il suo non è "un ruolo operativo: il presidente dà dei pareri, dei consigli su quelle che possono essere le scelte strategiche".

Nelle ultime settimane l'ex ministro di Forza Italia "si è scagliato più volte contro Report – ricorda il programma sulla sua pagina Facebook – fino ad arrivare alla convocazione in Commissione di Vigilanza Rai del 7 novembre, accusando Report di confezionare un'inchiesta per vendetta. In realtà il senatore sapeva ben 22 giorni prima di chiedere la convocazione che Report aveva scoperto i suoi interessi privati, mai dichiarati al Parlamento".

La Cyberealm non condivide la ricostruzione di Report

"La Cyberealm srl, di cui il sottoscritto è socio unico ed amministratore, non condivide la ricostruzione effettuata da ‘Report' nella puntata mandata in onda il 26 novembre u.s. e in alcune notizie stampa pubblicate nei giorni scorsi, inerenti anche all'attività dalla stessa svolta", si legge in un comunicato stampa dell'azienda a firma dell'amministratore Leone Ouazana.

"In particolare, Cyberealm srl – che non risulta composta da persone (né, tantomeno, si avvale di collaboratori) appartenenti a (o con legami con) servizi di intelligence stranieri – precisa di non aver mai ricevuto commesse da enti/istituzioni pubbliche, sia nazionali che esteri. Allo stato, la società è una holding di partecipazione, come agevolmente rilevabile dagli atti accessibili nei pubblici registri", conclude il testo.

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