"Noi vogliamo che i risparmiatori ricevano risarcimenti diretti senza nessun arbitrato o contenzioso. Lunedì il presidente Conte parlerà ai risparmiatori perché tutto si fa con il dialogo". Lo dice il vicepremier Luigi Di Maio, parlando all'uscita da Palazzo Chigi dopo il Consiglio dei ministri. L'ordine del giorno del Consiglio dei ministri era l'approvazione del decreto sulla crescita, e la questione dei rimborsi ai risparmiatori coinvolti nelle crisi delle due banche venete e delle quattro banche del Centro Italia non ha ancora una soluzione. Il braccio di ferro tra M5S e Mef sarebbe stato vinto dai pentastellati.C'erano infatti due opzioni sul tavolo, portate avanti rispettivamente dal ministro Giovanni Tria e dal M5s. Dopo che il premier Conte incontrerà le associazioni dei risparmiatori, lunedì alle 12, la norma dovrebbe essere varata in un nuovo Cdm martedì 9.

"Esprimo soddisfazione per l’approvazione, in Consiglio dei ministri, del decreto crescita. Le misure contenute in questo provvedimento, che abbiamo fortemente voluto, contribuiranno alla ripresa del Paese, favorendo una crescita più robusta grazie al sostegno alle imprese, al lavoro e alle attività produttive", ha detto il presidente del Consiglio in una nota

"La settimana prossima sarà quella decisiva: poi dovremo prendere una decisione perché la pazienza è finita – ha aggiunto il vicepremier – Sono contento, come Cinque stelle, che nel decreto crescita non ci sia niente sui risparmiatori. Non perché non li voglio risarcire ma perché serve un risarcimento diretto". Il capo politico del M5S ha continuato a ripeterlo per tutta la giornata di oggi: "Spero che il Mef firmi appena possibile" il decreto di rifinanziamento sugli ammortizzatori sociali (già siglato al Mise), "insieme a quello sulle banche che stiamo aspettando", ha detto al question time al Senato.

Dal Mef erano stati inviati a Palazzo Chigi due testi diversi, con due diverse ipotesi. Tria, accogliendo i rilievi dell'Unione europea, e per scongiurare il rischio di una procedura d'infrazione, propende per la soluzione che introdurrebbe un doppio binario per i ristori, con una corsia preferenziale con Isee inferiore ai 35mila euro e patrimonio inferiore ai 100mila euro, e controlli arbitrali su quelli di entità superiore. Una soluzione, questa, che avrebbe ottenuto il via libera della Lega. I pentastellati preferiscono invece la soluzione ventilata nella manovra, con un binario unico per tutti i risparmiatori e il giudizio di una commissione ad hoc. Per questa seconda opzione, secondo i pentastellati, non sarebbe servita una nuova norma nel decreto crescita, ma sarebbe bastato varare un decreto attuativo della legge di bilancio.

Nessuna sfiducia invece per il titolare del Mef. Oggi Di Maio ha ricordato che il governo è "compatto". I retroscena secondo i quali il Movimenti cinque stelle avrebbe offerto la poltrona del ministro dell'Economia Tria alla Lega sarebbero solo "miti e leggende", secondo Di Maio, che ha chiesto poi di "lasciare stare" Tria. Ma dalle fila del Movimento insistono che il problema esiste e non escludono un rimpasto dopo le europee.

Cosa c'è nel dl Crescita

"Sono molto contento che il Consiglio dei ministri abbia approvato il decreto che avrà un impatto positivo sul Pil e sulla crescita delle imprese", ha commentato Di Maio al termine del Consiglio dei ministri. Ma cosa contiene il testo? Gli articoli del decreto, approvato questa sera ‘salvo intese' in Consiglio dei ministri, continuano ad aumentare. A quanto si apprende al termine della riunione, ai 38 articoli entrati in Cdm se ne sarebbero aggiunti 11, superando le cinquanta norme. Ma il lavoro sul testo è ancora tutto da completare. Nel testo c'è anche la norma su Alitalia, che consente di convertire una parte del prestito ponte (di 900 milioni concesso dallo Stato alla compagnia nel maggio 2017) in equity. Questo permetterebbe al Tesoro di entrare eventualmente nella newco per la nuova Alitalia con una quota che, secondo le ipotesi, potrebbe essere al 15%.