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La morte di Alexei Navalny

Direzione Pd, Schlein: “Responsabilità per la morte di Navalny è di Putin, per questo sarò in piazza”

La segretaria Elly Schlein è intervenuto alla direzione del Pd, annunciando che la prossima domenica sarà a Cutro, per la commemorazione delle vittime: “Come un anno fa torniamo a chiedere verità e giustizia”.
A cura di Annalisa Cangemi
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La Direzione del Pd di oggi si è aperta con un minuto di silenzio per le vittime del crollo di Firenze. "Non si può continuare a morire di lavoro – ha detto la segretaria Elly Schlein in apertura – il pensiero va alle vittime del crollo del cantiere di Firenze, alle loro famiglie, ai soccorritori".

"Abbiamo le nostre proposte che partono dall'estendere le tutele previste per il settore pubblico anche al settore privato, per frenare la concorrenza al ribasso che spesso viene fatta sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori. Chi lavora nei sub appalti non può essere considerato un lavoratore di serie B", ha detto ancora a proposito delle vittime sui luoghi di lavoro.

"Sono giorni in cui abbiamo appreso la notizia della morte, mentre era detenuto, di Navalny. È doveroso in queste ore per un partito come il Pd" sottolineare che "su questa morte occorre fare piena chiarezza perché la responsabilità è chiara, è politica ed è del regime di Putin", ha detto ancora la leader dem, che oggi sarà alla fiaccolata organizzata a Roma per il dissidente 47enne, deceduto venerdì in circostanze poco chiare. Schlein ha espresso poi "solidarietà" per chi "viene arrestato in Russia per esprimere dissenso pacificamente e protestare per la morte di Navalny. È l'ennesima dimostrazione del volto autocratico e oppressivo di Putin a capo di un regime spietato che non tollera le voci libere e uccide il dissenso e la libertà. Per questo oggi saremo alla fiaccolata al Campidoglio".

Sul caso di Ilaria Salis, "la destra per mesi, nonostante le nostre sollecitazioni in Parlamento, non ha mosso un dito, forse per l'imbarazzo dell'amicizia e dell'alleanza con l'Ungheria di Orban", ha aggiunto nella sua relazione introduttiva. "Dovremmo continuare a insistere perché Ilaria sia portata in Italia".

L'attacco a Rafah "sarebbe un'ecatombe" e l'Italia deve ora sostenere "le iniziative avviate finalmente da Borrell", ha dichiarato Schlein, parlando ancora alla direzione del partito. "Nessuno ha dimenticato l'attacco barbaro del 7 ottobre – ha precisato – ma quella brutalità non giustifica altra brutalità. Quello che stiamo vedendo è una punizione collettiva del popolo palestinese. Il popolo palestinese non è Hamas". Quella di Israele, ha aggiunto, è una "reazione del tutto sproporzionata, la storia diplomatica di questo paese ci impone di agire".

"Non possiamo stare a guardare, davanti agli oltre 30mila morti, di cui 10mila bambini. L'Ue si deve riappropriare della parola pace. Per questo sono contenta di ospitare a Roma il Partito Socialista Europeo, in vista delle elezioni di giugno, i prossimi 1 e 2 marzo. Altri hanno portato in Italia le forze politiche che si sono appesi al collo un cartello con scritto "non un euro all'Italia" noi portiamo i grandi leader progressisti e socialisti europei. Ci saranno Sanchez, Scholz, Costa. Sarà un'occasione fondamentale per entrare nel vivo di una campagna elettorale decisiva per il futuro dell'Italia e dell'Europa. Non lasciamo l'internazionalismo ai sovranisti e ai nazionalisti, si rafforzano a vicenda, con la stessa retorica di odio e muri", ha detto ancora Schlein.

La prossima domenica la segretaria dem tornerà a Cutro, in occasione dell'anniversario della strage: "Come un anno fa torniamo a chiedere verità e giustizia per le vittime. Come è potuto accadere, perché non sono partiti i soccorsi con i mezzi più adeguati della guardia costiera?", ha detto.

Schlein ha anche rilanciato la battaglia per il salario minimo, sottolineando che anche l'elettorato della destra è "favorevole al salario minimo. Dobbiamo rilanciare questa battaglia assieme alle altre opposizioni", ha aggiunto. "In Grecia, nonostante un governo di destra, hanno approvato il matrimonio ugualitario. È il momento dell'Italia. Continuiamo a batterci in questa direzione, per una misura che trova d'accordo la maggioranza degli italiani", ha affermato.

E a proposito delle proteste degli agricoltori delle ultime settimane: "Non è negando l'emergenza climatica che si aiutano le imprese agricole, non è negando l'impatto che le imprese subiscono" che si rilancia l'agricoltura. "Noi dobbiamo dare un segnale forte, perché nell'ipocrisia della destra il governo nega l'emergenza climatica e nel frattempo non fa arrivare i ristori alle imprese colpite dall'alluvione in Emilia Romagna e Toscana".

"Abbiamo avuto un momento prezioso di confronto con il mondo dell'agricoltura", da cui "è emersa una traccia di battaglia comune, quella del giusto prezzo, che il governo ha eluso: uniamo queste forze, muoviamoci insieme davanti a un governo ipocrita che punta sempre il dito verso l'Europa: per loro è sempre colpa di qualcun altro", ha aggiunto.

La leader del Pd ha inoltre ribadito che sulla riforma del premierato il partito continuerà a fare muro: "Gli apprendisti stregoni di questa destra stanno miscelando due riforme pericolose. Continueremo a contrastare il premierato, che è un gran pasticcio come ha candidamente ammesso anche Marcello Pera. Volete davvero dare potere di scelta ai cittadini? Bene cambiamo la legge elettorale. Perché quel ‘decidete voi' nasconde un gigantesco ‘decido io'. Conosciamo il modello dell'uomo solo al comando e non vogliamo tornare indietro. Se vogliamo rafforzare la stabilità abbiamo proposto la sfiducia costruttiva". "Continueremo a dialogare con le altre opposizioni politiche e sociali per contrastare questa riforma – ha aggiunto – finché c'è l'elezione diretta del Capo dello Stato non alzeremo un muro".

Sul decreto elezioni "la maggioranza ha infilato un emendamento che cambia le regole del gioco, loro sono spaccati sulla questione del terzo mandato, e anche all'interno del nostro partito" ci sono posizioni differenti sul tema "Ma noi a differenza degli altri siamo abituati a discutere, a confrontarci", ha detto Schlein, confermando l'apertura al dialogo sul superamento del tetto dei due mandati per i governatori di Regione e per tutti i sindaci. "Ho chiesto al responsabile enti locali Baruffi di illustrare questo punto, con l'auspicio che, come gruppo dirigente, lo affronteremo insieme, sapendo che gli amministratori locali sono una linfa vitale".

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