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Conflitto in Ucraina
25 Maggio 2022
15:39

D’Incà: “Governo ha inviato armi all’Ucraina per legittima difesa, ora escalation diplomatica”

Il ministro Federico D’Incà ha risposto a un’interrogazione di Fdi sulla posizione del governo riguardo all’invio di armi in Ucraina: “Abbiamo sostenuto e sosteniamo l’Ucraina in una logica di legittima difesa che ha trovato piena condivisione. Non intendiamo andare oltre”.
A cura di Annalisa Cangemi
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Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, ha risposto al Question time alla Camera a un'interrogazione di Fratelli d'Italia sull'invio di armi in Ucraina da parte dell'Italia. "Il ministro Di Maio e il presidente Conte si parlano? L'Italia è al centro di un dibattito imbarazzante circa gli armamenti all'Ucraina. Perché Conte dice una cosa poi Di Maio da ministro degli Esteri dice un'altra cosa. Qual è la posizione del ministro Di Maio?", ha chiesto la deputata di Fratelli d'Italia Augusta Montaruli.

"Rispondo sulla base degli elementi forniti dal ministro degli Esteri Di Maio, impossibilitato a partecipare alla seduta odierna. La posizione del Governo rispetto al conflitto in Ucraina è chiara e di ferma condanna per l’ingiustificabile aggressione da parte della Federazione russa contro uno Stato sovrano – ha detto D'Incà – in violazione dell’ordinamento internazionale e dei più elementari princìpi umanitari, a cui si unisce la cessazione immediata delle ostilità". 

"Il treno della pace viaggia su due binari", ha dichiarato. "Il primo è quello del sostegno al governo di Kiev e le sanzioni nei confronti di Mosca. Ciò serve ad aumentare i costi per la Russia dell’aggressione all’Ucraina. Riequilibrare le posizioni di forza mira a stimolare l’avvio di un negoziato. Il secondo binario ci vede, appunto, favorevoli all’attivazione di un canale di dialogo tra le parti. Abbiamo sostenuto gli sforzi di facilitazione condotti da Paesi terzi, come ad esempio la Turchia, affinché si possa arrivare a una soluzione diplomatica".

"La fornitura di materiali militari alle autorità ucraine da parte del governo rientra nel primo dei due ‘binari', insieme al sostegno politico, finanziario, umanitario e all’accoglienza dei rifugiati".

"Si tratta di una politica pienamente in linea con gli indirizzi concordati con i nostri principali partner e alleati. Lo ha messo in risalto il presidente del Consiglio nella sua recente visita a Washington. Tutto questo è funzionale a perseguire una pace negoziata frutto di accordi giusti, sostenibili, solidi, e reciprocamente accettabili, ed equilibrati nel rispetto dell'integrità territoriale sovranità e indipendenza dell'Ucraina. Stiamo lavorando con l'obiettivo prioritario di raggiungere la pace e seguendo questa via è stato elaborato un piano di lavoro da condividere con i partner internazionali, che deve prevedere come primo passo il cessate il fuoco. Il documento è in una fase embrionale, è stato condiviso con gli alleati del G7 ma per avviare questo percorso è necessario coinvolgere anche Nazioni Uniti, Ue, Osce e Paesi disposti a impegnarsi per la pace".

"Abbiamo sostenuto e sosteniamo l'Ucraina in una logica di legittima difesa che ha trovato piena condivisione. Non intendiamo andare oltre. L'Italia continuerà a lavorare per la pace. Quella che vogliamo è un'escalation diplomatica, non certo militare. Come più volte ha dichiarato il ministro Di Maio, adesso è il momento di avviare una contro offensiva diplomatica", ha concluso.

"Con un funambolismo retorico di scarso effetto, il ministro D'Incà non ha risposto alla domanda di Fratelli d'Italia sull'atteggiamento del partito di governo Movimento 5 Stelle circa il conflitto in Ucraina. Da una parte il segretario Conte strizza l'occhio ai pacifisti italiani e chiede di non inviare più armi, dall'altra c'è il ministro degli Esteri Di Maio, dello stesso partito, chiede di inviare altre armi. Forse i due parlano tramite un facilitatore. Fratelli d'Italia vuole sapere se l'esecutivo ha intenzione di inviare armi per la legittima difesa. Dal grillismo di piazza e di governo al grillismo di ‘armi sì' e ‘armi no' è la solita commedia nauseante, già vista e che ha stancato gli elettori e allontana l'Italia dalle cancellerie europee", hanno risposto in Aula i deputati di Fratelli d'Italia Augusta Montaruli e Andrea Delmastro.

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