Dimissioni Santanchè, il totonomi per il sostituto al ministero del Turismo: i possibili scenari per Meloni

Le dimissioni di Daniela Santanchè dal ministero del Turismo erano attese. La sfiducia pubblica da parte di Meloni e il rischio di finire alla graticola con una mozione in Parlamento l'hanno resa una scelta obbligata. Ora che l'ex ministra si è dimessa si comincia a discutere dei possibili scenari per il post Santanchè. Sostanzialmente la premier ha davanti a sé due opzioni: individuare immediatamente un sostituto, o mantenere lei le deleghe fino alla fine della legislatura.
Dopo l'uscita del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e della capo di gabinetto del ministero di Nordio, Giusi Bartolozzi, il passo indietro di Santanchè lascia un altro posto vacante, stavolta al ministero di via di Villa Ada. L'imprenditrice milanese di Fratelli d'Italia ha ufficializzato le dimissioni con una lettera in cui si è mostrata risentita nei confronti di Meloni, che solo un giorno prima ne "auspicava" pubblicamente l'addio: "Cara Giorgia, non ti nascondo un po' di amarezza per l'esito del mio percorso ministeriale ma nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri", ha scritto.
La ministra ha lasciato l'incarico ieri sera ma nel centrodestra già circolano voci su chi potrebbe prendere il suo posto. Tra i possibili nomi di sostituti si fanno quelli di Luca Zaia, ex presidente del Veneto. Tuttavia, assegnare alla Lega la guida di un dicastero fino a questo momento appartenuto a FdI rischierebbe di scompaginare gli equilibri all'interno della maggioranza e scatenare i malumori azzurri.
Si parla anche di Giovanni Malagò, ex presidente Coni, ma la sua figura potrebbe essere troppo esposta per un ruolo del genere. Per dare un segnale di continuità in via della Scrofa si pensa a un meloniano di peso come Lucio Malan, capogruppo di FdI al Senato, o Gianluca Caramanna, deputato responsabile del Turismo all'interno del partito. E ancora, al senatore siciliano Salvo Sallemi, e all'imprenditore napoletano esperto del settore turistico, Costanzo Jannotti Pecci. Tra le idee messe sul tavolo nelle ultime ore infatti ci sarebbe l'ipotesi di puntare su una figura proveniente dal Mezzogiorno per rilanciare il rapporto con le Regioni del Sud Italia, dove il No alla riforma della giustizia ha prevalso in misura schiacciante.
Nel totonomi spuntano anche Elena Nembrini, direttore generale dell'Enit e Sandro Pappalardo, presidente Ita. Per ora si tratta solamente di voci di corridoio e tutto dipenderà da come deciderà di muoversi la premier nelle prossime ore. Se non dovesse individuare un sostituto, Meloni potrebbe valutare di assumere l'interim del ministero.
In quel caso si aprirebbero altre due possibilità: mantenere le deleghe fino alla fine della legislatura, nel 2027, oppure decidere di conferirle a uno dei suoi in un secondo momento, magari quando le polemiche si saranno attenuate e la crisi rientrata.