La scuola in presenza "è fondamentale per tutti, dai più piccoli all'ultimo anno del secondo grado". Questa, a quanto si apprende, è la posizione ribadita dalla ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina, nel corso dell'incontro di oggi con le Regioni per individuare le nuove misure per il contenimento dell'epidemia da coronavirus che potrebbero arrivare con il nuovo dpcm, provvedimento che verrà illustrato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte questa sera.

L'ipotesi quindi di prevedere una reintroduzione della didattica a distanza per le scuole superiori è stata smentita dalla titolare di viale Trastevere. Probabile invece una riorganizzazione degli orari scolastici, con ingressi scaglionati. La ministra ha però ricordato che per le secondarie di secondo grado una parte di didattica digitale "è già presente".

Sulla differenziazione degli orari le Regioni hanno chiesto appunto al governo di organizzare eventuali adattamenti per le scuole di secondo grado. Ma il ministero dell'Istruzione ha risposto che non ci sarà una misura generalizzata, ma interventi mirati, territorio per territorio, e d'intesa con dirigenti scolastici e famiglie. Azzolina ha poi chiesto che per risolvere le criticità dei trasporti sostenendo che non si guardi solo a scuola e università. La scuola ha "già contribuito a decongestionare i trasporti. Ora si agisca anche su altri settori".

"In queste ore c'è un assalto alla scuola e questo non può fare altro che ledere il diritto all'istruzione", ha detto in un'intervista a ‘la Repubblica', commentando la decisione del governatore della Campania, Vincenzo De Luca, di chiudere gli istituti di ogni ordine e grado.

"È un attacco che viene da tutti coloro che non riconoscono che quest'estate la comunità scolastica era a scuola con il metro in mano a misurare, mettere la segnaletica per mantenere il distanziamento, creare orari scaglionati" ha detto Azzolina, "e che tutto questo ha funzionato perché nelle scuole ci sono pochissimi focolai. Se ci sono problemi fuori dalle aule a pagarli non sono non possono essere gli studenti".

E in Campania monta la protesta: "Credevano di poter chiudere le scuole vanificando l'immenso lavoro fatto quest'estate e gli stessi sacrifici dei ragazzi senza che ci fosse alcuna reazione. Ma hanno trovato un intera comunità fatta di docenti, personale scolastico, famiglie, studenti pronta a parare".

"La scuola ha già sofferto nei mesi scorsi, in questo momento dovrebbe essere l'ultima a chiudere. se avessi migliaia di focolai nelle scuole e potrei capire, ma non è così. In Francia e in Germania ne hanno di più e restano aperte".