"Ogni scelta va ponderata e concordata con tutti gli attori, nel rispetto di quello che accade nei singoli territori. Per quel che riguarda la scuola in senso stretto, questo a mio avviso significa, prima di tutto, utilizzare al meglio gli strumenti di flessibilità di orari e strumenti che ci siamo dati. Dobbiamo fare di tutto, però, per evitare la chiusura generalizzata delle scuole del Paese che creerebbe danni enormi a intere generazioni". È quanto scrive su Facebook la viceministra dell'Istruzione Anna Ascani.

"A giugno – ricorda – abbiamo approvato insieme alle Regioni e agli Enti Locali un piano scuola 2020/21 validato dal Cts, che consente massima flessibilità negli orari e nell’utilizzo della Didattica a Distanza alle superiori. Durante l’estate dirigenti, docenti e personale amministrativo hanno lavorato duramente per consentire a studentesse e studenti di rientrare in presenza e in sicurezza. E la scuola, soprattutto grazie a loro, è ripartita e sta resistendo".

"È evidente che la situazione nel Paese è peggiorata e che quel che accade con la pressione sul sistema sanitario e dei trasporti non va sottovalutato", ha affermato.

Domani è stato convocato un tavolo di confronto tra Protezione civile, rappresentanti delle Regioni, il commissario all'Emergenza Domenico Arcuri e i ministri di Salute e Affari regionali, Roberto Speranza e Francesco Boccia. Lo ha annunciato lo stesso Boccia nella conferenza Stato-Regioni odierna, nel corso della quale sono stati esaminati i dati relativi all'andamento della curva epidemiologia.

Domani si affronterà il tema della prevenzione e dei test antigenici, che consentirebbero di circoscrivere più rapidamente i focolai, e la scuola. Per scongiurare la chiusura delle scuole, e allo stesso tempo per cercare di diminuire i picchi di utenza sui mezzi di trasporto si pensa a un rafforzamento degli orari sfalsati delle lezioni e a un maggiore coordinamento con il Trasporto pubblico locale, oltre a un potenziamento dello smart working nella Pubblica Amministrazione.

Gli orari della scuola potrebbero essere diversificati prevedendo blocchi di studenti che farebbero lezione la mattina e blocchi che entrerebbero il pomeriggio, così da garantire le stesse ore di lavoro per tutto il personale scolastico, docenti e no. E visto che i sindaci non hanno il potere di modificare gli orari delle scuole, vista l'autonomia di ogni istituto, è necessaria una collaborazione tra i vari livelli istituzionali.

"Occorrono informazioni su orari definitivi, spostamenti degli studenti e un coordinamento tra uffici scolastici regionali, Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni con le aziende di trasporto, per definire gli ulteriori incrementi del servizio, su alcune linee, nelle ore di punta, utilizzando ulteriori mezzi, anche ricorrendo a bus turistici o a noleggi con conducente", ha detto il presidente dell'Anci, Antonio Decaro, nel corso conferenza unificata Stato-Regioni-Città.

La richiesta avanzata da Decaro sullo scaglionamento orario degli ingressi a scuola "è molto puntuale. I sindaci hanno contezza di quello che accade nei loro comuni e sanno se ci sono delle ore in cui il traffico è congestionato o ci sono delle linee di autobus sovraffollate. È necessaria un po' di flessibilità da parte di tutti gli attori in campo. È evidente che i territori non sono tutti uguali, è consigliabile per le Regioni non penalizzare i piccoli borghi o i piccoli centri che non hanno le stesse problematiche di alcune zone delle città metropolitane, assumendo decisioni unilaterali. Ascoltare i sindaci prima di decisioni importanti è fondamentale", ha detto il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia.