Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ed ex capo politico del M5s chiude a Silvio Berlusconi, dopo che il leader di Forza Italia aveva teso una mano alla maggioranza. "Forza Italia è disposta a valutare il voto favorevole allo scostamento di bilancio (che verrà votato al Senato il 25 novembre ndr) e a migliorare con le proprie proposte per l'Italia una legge di bilancio minimalista, vecchia e inadeguata", aveva detto il Cavaliere, in cambio però di risposte "efficaci all'emergenza sanitaria, all'emergenza economica, all'emergenza burocratica". Ma Luigi Di Maio posta sul suo profilo Facebook un vecchio articolo, che racconta di quando Silvio Berlusconi lo chiamò al telefono e lui si negò: "Era così allora, è così oggi", scrive.

La possibilità di valutare un ingresso nel governo un ingresso nel governo di Forza Italia era stata avanzata da Matteo Renzi. E un secco ‘no' arriva anche dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, in un'intervista al Corriere della Sera: "Nessun allargamento della maggioranza. Ma è doveroso in questo momento dialogare con le opposizioni. Sottoscrivo totalmente l’appello lanciato dal presidente Mattarella: collaboriamo, anche con posizioni critiche, ma senza sterili polemiche. L’Italia in questa fase ha bisogno del contributo di tutti". Sul ruolo dell'opposizione ribadisce: "Il confronto è sempre utile. Proposte migliorative sono ben accette, ma senza confondere i ruoli".

"Bene la proposta di collaborazione da parte di Forza Italia, ma nessun allargamento della maggioranza", dice ancora Di Maio intervenendo a Radio Anch'io. "Quando c'è lealtà istituzionale è un bene, soprattutto in un momento così delicato, e mi auguro che arrivi la stessa lealtà anche da altre forze dell'opposizione. Però non ci sono problemi di maggioranza, per cui non ha senso discutere dell'ingresso di Forza Italia in maggioranza. Io rispetto tutti, ma il Movimento 5 Stelle e Berlusconi sono due mondi diversi".

La proposta di una collaborazione con il governo da parte di Berlusconi non è stata però accolta bene dagli alleati di centrodestra, anche se il leader degli azzurri aveva specificato che non intende "annullare le distinzioni politiche e di ruolo fra maggioranza e opposizione, che sono insormontabili". Che gli equilibri stiano cambiando è comunque confermato anche dal passaggio di tre deputati di Forza Italia nella Lega, annunciato questa mattina: si tratta di Laura Ravetto, ex sottosegretaria del governo Berlusconi, Federica Zanella e Maurizio Carrara.

Prova a mediare Renato Schifani, senatore di Forza Italia e consigliere politico di Silvio Berlusconi: "La dialettica all'interno di una coalizione è fisiologica, diverso è mettere in discussione i principi valoriali di chi ne fa parte. Ribadiamo per l'ennesima e, auspicabilmente, ultima volta che il nostro intendimento di collaborazione per realizzare misure urgenti in grado di contrastare la crisi economica e sociale in atto è solo ed esclusivamente frutto dell'invito del Presidente Mattarella ad unire le forze di fronte alla pandemia. Il bene del Paese si può e di deve perseguire anche da lati opposti del quadro politico e istituzionale senza che questo dia luogo a infruttuose polemiche".