28 Giugno 2022
11:16

Di cosa si discute al summit Nato: Zelensky chiede più armi all’Alleanza

“Abbiamo coordinato le nostre posizioni alla vigilia del vertice Nato di Madrid e sottolineato l’importanza di un potente sistema di difesa missilistico per prevenire gli attacchi terroristici russi”: lo ha detto Volodymyr Zelensky prima del vertice Nato, che inizia oggi a Madrid.
A cura di Annalisa Girardi

Si chiude il vertice del G7 e comincia quello della Nato. I leader dei Paesi dell'Alleanza Atlantica si incontrano a Madrid per fare il punto sul sostegno all'Ucraina, a oltre tre mesi dall'invasione russa. Anche Draghi volerà nella capitale spagnola, dove il presidente degli Stati Uniti Joe Biden potrebbe anche annunciare di voler rafforzare le truppe statunitensi in Polonia, al confine con il fronte. Nel frattempo, prima del vertice, il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha telefonato al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, per parlare appunto del sostegno dell'Alleanza a Kiev: "Aumenteremo il sostegno al nostro stretto alleato, l'Ucraina, ora a lungo termine. Gli alleati Nato sono con voi", ha scritto il primo.

Il secondo, invece, è tornato a insistere sulla necessità di fornire più armi al suo Paese, in modo che possa difendersi dall'aggressione di Mosca: "Abbiamo coordinato le nostre posizioni alla vigilia del vertice Nato di Madrid e sottolineato l'importanza di un potente sistema di difesa missilistico per prevenire gli attacchi terroristici russi".

La questione dei flussi di armi verso l'Ucraina sarà chiaramente un tema centrale, con i diversi Paesi che non sempre coincidono nelle posizioni. Zelensky avrebbe anche richiesto di includere la Russia tra quei Paesi che sponsorizzano il terrorismo. Intanto l'ex presidente russo, attualmente vicepresidente del Consiglio di sicurezza, Dmitry Medvedev, ha parlato della questione Crimea: "Per noi la Crimea fa parte della Russia, e questo per sempre. Qualsiasi tentativo di invadere la Crimea equivarrebbe a una dichiarazione di guerra contro il nostro paese. Se uno stato membro della Nato facesse una mossa simile, porterebbe a un conflitto contro l'intera Alleanza del Nord Atlantico, alla terza guerra mondiale, a un totale disastro".

Anche la Cina ha fatto sapere che "il cosiddetto nuovo documento strategico della Nato non è altro che ‘vecchio vino in bottiglia nuova', in sostanza non cambia la mentalità della Guerra Fredda di creare nemici immaginari e impegnarsi in scontri sul campo". È il commento del portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian.

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