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Decreto Rave, con l’emendamento del governo restano le intercettazioni e la pena a sei anni

Un emendamento del governo al decreto Rave circoscrive il nuovo reato al caso di un “raduno musicale o avente altro scopo di intrattenimento”, escludento le manifestazioni di altro genere. Resta la pena fino a sei anni per gli organizzatori, con la possibilità di intercettazioni durante le indagini.
A cura di Tommaso Coluzzi
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Il decreto Rave sarà confermato con qualche differenza, davvero minima. A un mese dal primo provvedimento del governo Meloni, che ha monopolizzato l'opinione pubblica per una settimana, salvo poi scomparire nel nulla nella fase di conversione in legge, si torna a parlare di rave party e di libertà personali. Il testo, infatti, è stato particolarmente criticato per via della norma scritta – secondo le opposizioni e buona parte degli esperti che sono intervenuti – in maniera poco chiara. Tanto che lo stesso ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ha aperto a delle modifiche in Parlamento. Modifiche che, a questo punto, verranno messe nero su bianco con un emendamento del governo.

Il nodo era l'applicabilità della norma contro i rave party ad altri contesti, con il rischio di limitare le libertà personali. I nuovo reato creato ad hoc cambia il numero dell'articolo, che diventa non più il 434 bis, ma il 633 bis. L'emendamento del governo, inoltre, limita il reato a "chiunque organizza e promuove l'invasione arbitraria di terreni o edifici altrui, pubblici e privati, al fine di realizzare un raduno musicale o avente altro scopo di intrattenimento" quando "dall'invasione deriva un concreto pericolo" per la salute o l'incolumità pubblica a causa dell'inosservanza delle norme su droga, sicurezza e igiene. In questo modo il governo ha deciso di escludere gli altri tipi di manifestazioni che possono includere delle occupazioni, come ad esempio quelle studentesche.

Organizzatori e promotori dei rave party saranno puniti secondo l'ipotesi di maggiore rigore, mentre i partecipanti saranno punibili solamente in base all'articolo 633, ovvero per invasione di terreni o edifici. La pena, invece, non cambia: da tre a sei anni. Questo comporta un dettaglio non da poco, ovvero che è possibile effettuare delle intercettazioni telefoniche nelle indagini sui presunti organizzatori e promotori dell'evento. Inoltre è prevista una multa tra i mille e i diecimila euro e la "confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato, nonché delle cose che ne sono il prodotto o il profitto".

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