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Decreto Milleproroghe, spunta una proroga per i medici ospedalieri: resteranno a lavoro fino a 72 anni

Il governo è pronto a presentare un emendamento al decreto Milleproproghe, che contiene una proroga per tutto il 2026 della norma che consente a medici e dirigenti sanitari di restare in servizio fino a 72 anni, invece che a 70.
A cura di Annalisa Cangemi
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Immagine di repertorio.
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L'ipotesi di una proroga della misura che consente ai medici ospedalieri di poter rimanere a lavorare in corsia fino a 72 anni, su base volontaria, è contenuta nel decreto Milleproroghe.

La notizia, anticipata dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ad alcuni giornali locali del Friuli, è stata confermata ieri da fonti di maggioranza. Si tratta della proroga di una norma già prevista nel decreto Milleproroghe dello scorso anno, con scadenza a fine 2025.

La proroga della norma sui medici in servizio fino a 72 anni e la novità su chi è in pensione

La questione della possibilità della permanenza in corsia oltre i 72 anni (e non solo fino a 70) per i medici ospedalieri si è riaperta dopo la scadenza della misura. Non essendo stato inserito un prolungamento nel nuovo dl Milleproroghe – approvato prima della fine dell'anno e dunque immediatamente in vigore – si è creato di fatto un vulnus, che verrà riparato con un emendamento in commissione. Il decreto è in discussione in commissione alla Camera e il termine per gli emendamenti è previsto per il 22 gennaio.

La misura come dicevamo è stata già adottata negli ultimi due anni, ma questa volta, nel tentativo di rinforzare gli organici e ridurre le liste d'attesa, è prevista la possibilità per chi è già andato in pensione di tornare a lavorare in ospedale.

Chi è favorevole e chi è contrario alla permanenza dei medici fino a 72 anni

Sulla misura, anche in chiave di riduzione delle liste d'attesa, tutta i partiti della maggioranza sono d'accordo. "Presenteremo un emendamento in questo senso – ha detto la leghista Simona Loizzo – perché è una misura che riteniamo giusta e in linea con le richieste non solo dei nostri professionisti ma anche con quelle della Conferenza Stato-Regioni".

Il sindacato dei medici Anaao Assomed ha sottolineato l'importanza di mantenere la volontarietà della misura e di non bloccare o rallentare le carriere del personale medico: "Non siamo pregiudizialmente contrari alla norma, a patto però che sia su base esclusivamente volontaria, che questi colleghi non conservino il ruolo apicale e che restino come tutor senza incidere sul rinnovo delle piante organiche e sulle carriere", ha detto ieri Pierino Di Silverio, segretario nazionale Anaao Assomed.

"Il nostro principale timore, però – ha aggiunto Di Silverio – è che trattenendo in servizio i colleghi più anziani si blocchino di fatto le carriere di tutti gli altri che hanno il sacrosanto diritto di veder riconosciute competenze e professionalità, ambizione che in questo modo viene invece negata. Sappiamo bene che oggi una delle principali cause di disaffezione alla sanità pubblica e agli ospedali è proprio questa gabbia da cui non riusciamo a venir fuori, un blocco insensato che crea profonda disagio e distacco. E per tutta risposta il governo cosa fa? Blocca le carriere".

"Vigileremo – ha detto ancora il leader sindacale – affinché la norma venga riproposta con le precise condizioni da noi indicate, confidando che nella più ampia riforma del Ssn, di cui si inizia a discutere, non ci sia più spazio per le proroghe. La sanità pubblica per funzionare bene ha bisogno di stabilità".

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