video suggerito
video suggerito

Dal caso Visibilia alla truffa all’INPS, tutti i casi giudiziari della ministra Daniela Santanché finora

Nella terremoto che ha colpito il governo Meloni, l’aspetto più sorprendente è stata la richiesta esplicita di dimissioni fatta dalla premier alla ministra del Turismo Daniela Santanchè. L’imprenditrice milanese oggi è indagata in due casi per bancarotta fraudolenta, imputata per falso in bilancio e in attesa di sapere se andrà a processo per l’accusa di truffa all’Inps. Tutti casi su cui, finora, la maggioranza l’aveva difesa.
A cura di Luca Pons
0 CONDIVISIONI
Immagine

Daniela Santanchè è al centro di una tensione politica che ha pochi precedenti nella storia politica italiana: la presidente del Consiglio ha chiesto esplicitamente e pubblicamente alla ministra del Turismo di dimettersi. Non è tra i poteri di Giorgia Meloni ‘cacciare' Santanchè (solo il Parlamento può sfiduciarla), ma è evidente che i rapporti con il resto del governo siano ormai rotti.

Le altre dimissioni arrivate nella giornata di ieri, quelle del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e della capo di gabinetto di Nordio Giusi Bartolozzi sono state legate in modo piuttosto evidente al flop del referendum sulla giustizia e a scandali degli ultimi giorni. Per Santanchè invece non c'è un motivo scatenante chiaro, al di là di calcoli politici.

Tuttavia, certamente non mancano i pretesti. La ministra è coinvolta in quattro diversi casi giudiziari: in tre casi è indagata, in uno è imputata. Si va dalla bancarotta al falso in bilancio, fino all'accusa politicamente più grave, quella di truffa ai danni dell'Inps.

La presunta truffa all'Inps per i fondi Covid

Il caso più duro, per quanto riguarda la responsabilità politica, è quello che coinvolge i fondi pubblici per il Covid. L'accusa è di truffa aggravata ai danni dell'Inps. La ministra Santanchè è indagata, e la procura di Milano ha chiesto che si vada a processo.

La vicenda riguarda il periodo tra il 2020 e il 2022, in piena pandemia. Secondo l'accusa tredici dipendenti di Visibilia Editore – società del gruppo Visibilia, all'epoca guidato da Santanchè – avrebbero continuato a lavorare in smart working. Allo stesso tempo, però, le aziende avrebbero dichiarato che i lavoratori erano in cassa integrazione a zero ore. E, così, avrebbero incassato circa 126mila di aiuti dall'Inps. Soldi che, peraltro, sono già stati "integralmente risarciti" all'Istituto, in una mossa che qualcuno ha visto come un'ammissione di responsabilità da parte delle aziende.

L'iter giudiziario al momento è fermo. Le indagini sono chiuse e la Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio, quindi che si vada a processo, già a maggio 2024. La palla è passata alla giudice per l'udienza preliminare Tiziana Gueli, che però ha dovuto allungare i tempi. Infatti, il Senato ha fatto ricorso alla Corte costituzionale sostenendo che gli inquirenti non avrebbero dovuto avere accesso ad alcune comunicazioni (chat, mail e audio) che coinvolgevano la ministra, o almeno non senza passare prima da un voto parlamentare.

Insomma, l'udienza preliminare è ferma, con il prossimo appuntamento fissato a ottobre, quando la Consulta potrebbe aver raggiunto un verdetto. Questo è uno degli elementi di ‘rischio' che Meloni potrebbe aver valutato: all'inizio dell'anno prossimo ci saranno le elezioni, ed è proprio in quel periodo che potrebbe arrivare la decisione di mandare o meno Santanchè a processo per truffa ai danni dello Stato.

Il processo per falso in bilancio con Visibilia

L'unico processo in cui attualmente Daniela Santanchè è imputata riguarda nuovamente il gruppo Visibilia. Si tratta di un'accusa per falso in bilancio, per la quale il rinvio a giudizio è arrivato a gennaio dello scorso anno.

L'ipotesi è che i dirigenti di Visibilia – sono imputate sedici persone in tutto – abbiano falsificato i conti dell'azienda per anni, sostenendo che ci fosse un attivo di circa tre milioni di euro in realtà inesistente per coprire le perdite. L'accusa è partita dai soci di minoranza dell'azienda, dopo che la procura di Milano a ottobre del 2022 aveva di fatto sancito il fallimento dell'impresa con una istanza di liquidazione giudiziale, e anche la Consob ha segnalato delle irregolarità.

Il processo è in corso, e anche se i tempi si sono allungati ora dovrebbe esserci una tabella di marcia piuttosto chiara. Il tribunale di Milano ha fissato un calendario che prevede udienze fino a giugno, quando dovrebbe arrivare la sentenza di primo grado. C'è la possibilità di slittare fino al 29 ottobre, ma non oltre. Di nuovo, emerge il rischio politico – per Meloni – che la vicenda diventi molto complicata da sostenere per il governo proprio quando le elezioni si avvicinano.

Le due accuse di bancarotta fraudolenta

Infine, ci sono due indagini per bancarotta. La prima riguarda Ki Group srl, società del gruppo Bioera, che si occupava di cosmesi e prodotti biologici. Santanchè ne fu amministratrice tra il 2019 e il 2021. La liquidazione giudiziale – ovvero il fallimento – è partito all'inizio del 2024, con un bilancio in passivo di oltre otto milioni di euro.

La seconda indagine è molto più recente: è emersa solo a febbraio di quest'anno e riguarda Bioera Spa, cioè il gruppo di cui faceva parte Ki Group. A dicembre del 2024, il tribunale fallimentare di Milano aveva stabilito la liquidazione giudiziale. La società non aveva abbastanza soldi per pagare diversi creditori, e un "aumento di capitale" che era stato promesso in precedenza non era poi mai arrivato.

Questi due casi sono ancora lontani dal dare conseguenze giudiziarie concrete, ma si aggiungono a un quadro complessivo. Un quadro che è diventato sempre più difficile da reggere politicamente per il governo Meloni. E così, dopo diverse pressioni già negli ultimi anni per spingere Santanchè alle dimissioni – ma senza insistere troppo, evidentemente – è arrivata una rottura definitiva. Resta da vedere come sarà risolta, se con le dimissioni o con una mozione di sfiducia.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views