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Da Amedeo Minghi alle finte proposte di matrimonio: che pena la politica “du du da da da”

L’a-politica (che molti confondono con il populismo) ci ha portato a credere che i suoi rappresentanti debbano continuamente lanciarci stimoli per farsi notare e per rimanere sull’onda della popolarità, essere classe dirigente oggi è qualcosa che ha a che fare con la comunicazione marchettara come qualsiasi altri prodotto televisivo.
A cura di Giulio Cavalli
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«È da questa considerazione che ho immaginato e ideato questo progetto. Il premio dimostra che la solidarietà non è soltanto un valore, ma uno stile di vita, un modo per interpretare al meglio il proprio ruolo nella società e affermarsi, in qualità di cittadini e, di volontari, come vere eccellenze, fonti di ispirazione e modelli di riferimento»: sono le parole della Presidente del Senato Casellati con cui ha aperto lo scorso 9 novembre la celebrazione del "Premio al volontariato 2019". Parla di stile di vita, la presidente del Senato, e infatti appena terminato il suo discorso la Camera più importante della nostra Repubblica è diventata palcoscenico di uno show televisivo-istituzionale che rimbalza sui social in queste ore. Immancabile Amedeo Minghi mentre canta "trottolino amoroso" accompagnato sullo sfondo da una Casellati che canticchia e dondola la testa come al karaoke di fine pranzo nuziale. In Senato.

In queste ore si scopre anche che il deputato leghista Di Muro ha inscenato la lacrimevole proposta di matrimonio alla sua fidanzata dai banchi della Camera dei Deputati solo per conquistarsi il solito vecchio quarto d'ora di celebrità: era già tutto pronto, cerimonia fissata, ricevimento prenotato, nessun gesto eclatante d'amore ma piuttosto l'utilizzo delle istituzioni come palcoscenico su cui recitare la farsa nazionalpopolare che ha sostituito la politica. Anche la fidanzata si è commossa come una consumata attrice alla centesima replica: sarebbe un ottimo reality se le comparse non fossero così smisuratamente pagate. E chissà come saranno contenti i terremotati italiani, visto che alla Camera si parlava proprio di loro.

Ma il punto vero è la china superficiale quasi d'avanspettacolo che ha assorbito completamente la politica, svilita non solo nei suoi compiti di governo e di parlamento ma ferita dall'interpretazione che se ne continua a dare. L'a-politica (che molti confondono con il populismo) ci ha portato a credere che i suoi rappresentanti debbano continuamente lanciarci stimoli per farsi notare e per rimanere sull'onda della popolarità, essere classe dirigente oggi è qualcosa che ha a che fare con la comunicazione marchettara come qualsiasi altri prodotto televisivo: Camera e Senato sono semplicemente nuovi e potenti canali televisivi da cui trasmettere in diretta il reality del nostro politico preferito, gli interventi stessi sono studiati per funzionare sui social piuttosto che per lasciare un segno politico e il rispetto per l'altezza e il decoro delle istituzioni è diventato un barboso atteggiamento che non funziona.

Così, a forza di sforzarsi di sembrare quelli che rompono le regole per meritarsi un po' di visibilità siamo arrivati alla politica du du da da da. E ci basta un ritornello per non odiare i politici. Almeno per oggi.

Contenti voi.

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Autore, attore, scrittore, politicamente attivo. Racconto storie, sul palcoscenico, su carte e su schermo e cerco di tenere allenato il muscolo della curiosità. Collaboro dal 2013 con Fanpage.it, curando le rubriche "Le uova nel paniere" e "L'eroe del giorno" e realizzando il format video "RadioMafiopoli". Quando alcuni mafiosi mi hanno dato dello “scassaminchia” ho deciso di aggiungerlo alle referenze.
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