"Sembra che nessuno voglia perdonare a Conte la sua levatura ed il fatto che ci abbia restituito una parte della dignità persa di fronte al mondo intero. Se dimostreremo la capacità di perdonare le sue virtù sarà un passo in avanti per il paese, qualsiasi cosa che preveda di scambiare lui, come facesse parte di un mazzo di figurine del circo mediatico-politico, sarebbe una disgrazia. Ora ha pure un valore aggiunto… l'esperienza di avere governato questo strano paese… benvenuto tra gli Elevati". Così Beppe Grillo in un post-endorsement per l'ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che si è dimesso martedì.

"L'Italia vota ed il movimento vince, ma è costretto a cercare un'alleanza per evitare di rifare le elezioni dieci volte, anche grazie ad una legge elettorale fatta apposta e di fretta per renderci la vita difficile se avessimo vinto. Così il movimento sceglie di fare un contratto con la Lega di Salvini, che in quel periodo era molto meno screditata del ‘partito democratico' oramai trasformato in un girone di filobanchieri dall'ex menomato morale di Firenze. Presidente del Consiglio: Giuseppe Conte, il primo in tanti anni che nessuno riesce a deridere", ha scritto ancora il Garante del M5S nel suo post.

Nel post Grillo confronta Conte con i precedenti capi dell'esecutivo: "Conte è  giunto a noi dopo una serie di personcine davvero incredibili, come dimenticare le incredibili figuracce internazionali che ci hanno regalato? Dalla ‘culona inchiavabile' riservato all'omologa tedesca dell'ex badante di nipoti sino alla vergogna dell'asservimento assoluto, con o senza guasconaggine. Ricordate? Napolitano Bis fa quasi un colpo di stato per disarcionare l'homus olgettinus e lo cambia con il coperchio di una calcolatrice: lo psichiatrico sostituito con un fermacarte, così poco espressivo che la Bignardi ha dovuto mettergli un cane in braccio (un'idea dell'ex badante di nipoti?). Rigor Montis, per mettere a posto dei conti stravaganti e mezzi inventati, ha portato milioni di persone a stare davvero male, obbedendo come un contabile al padrone. Quindi arriva il nipote, Enrico, con l'esperienza politica da nipote di Gianni Letta: un po' di nulla come pausa", ha ricordato Grillo.

E l'ex comico non ha risparmiato una stoccata a Matteo Renzi: "Poi… il finto rottamatore, un guascone che compare su tutte le reti in una svendita di ferrivecchi ripetendo ‘venghino siori venghino' salito su a furor di europee, mancette e menzogne: ‘il daspo ai corrotti! Il daspo ai corrotti!'. Anche lui va a Bruxelles, sempre felice di rappresentare al meglio l'Italia, anche lui obbedisce: via i diritti dei lavoratori, dopo la disintegrazione dell'esistenza ai pensionandi del competentissimo predecessore. Un tradimento senza alcuna decenza della storia del suo partito, di quella del paese e dei suoi sistemi di equilibrio sociale".