Cambiamenti in vista per la mappa dell'Italia, divisa in zone gialle, arancioni e rosse dallo scorso 3 novembre. L'Istituto superiore di sanità pubblicherà oggi il suo ultimo monitoraggio sulla situazione epidemiologica nel Paese e, sulla base dei nuovi dati, la Cabina di regia deciderà quali Regione muteranno colore. Quali territori, dove la situazione rispetto a contagi e capacità degli ospedali rimane critica, passeranno alla zona rossa e quali invece potranno rimanere nell'area arancione o gialla. Ma quali sono le Regioni a rischio? L'allerta è alta su Puglia, Liguria e Basilicata, attualmente in zona arancione. In Puglia però si potrebbe procedere, come richiesto anche dal presidente Michele Emiliano, alla chiusura delle sole province più colpite dal coronavirus (Barletta-Andria-Trani e Foggia). Occhi puntati anche sul Veneto, che potrebbe passare dalla zona gialla a quella arancione. Per l'Abruzzo si attende la conferma della zona rossa, stabilita autonomamente dal governatore Marco Marsilio.

Già oggi il ministro della Salute, Roberto Speranza, potrebbe emanare un'ordinanza, che entrerà poi in vigore nella giornata di domenica o direttamente lunedì prossimo. Non è ancora chiaro quali Regioni saranno interessate dai cambiamenti, ma quasi sicuramente questi ci saranno. Come confermato d'altronde dal ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, che ha affermato di non escludere che ci possano essere a breve altre Regioni in zona rossa. E ha anche sottolineato la possibilità di differenziare le zone all'interno di una stessa Regione: in questo caso la Puglia potrebbe restare zona arancione e introdurre misure più restrittive solo nelle zone dove la situazione è più critica.

Nel frattempo alcune Regioni parlano già della possibilità di allentare le misure in vigore. Effettivamente, per le prime Regioni tornate di fatto a una sorta di lockdown (Lombardia, Piemonte, Valle d'Aosta e Calabria) sono passate due settimane dall'introduzione di divieti e restrizioni: è trascorso, in altre parole, il tempo necessario per valutare l'incidenza delle misure nella diffusione dell'infezione. E nel caso in cui i dati confermassero la loro efficacia, si potrebbero alleggerire alcune regole. Per questa eventualità, comunque, sembra ancora presto.

Al contrario, alcune Regioni, come l'Abruzzo, si stanno muovendo autonomamente per introdurre regole più severe. In Sicilia, il presidente Nello Musumeci ha confermato di essersi confrontato con il ministro Speranza, e ha emanato un'ordinanza per limitare le occasioni di contagio nei fine settimana, con la chiusura della attività commerciali non essenziali. Anche la Puglia, nel caso in cui oggi fosse confermata la zona arancione, potrebbe procedere da sola con la chiusura delle due province più colpite dal Covid-19.