Covid 19
23 Gennaio 2023
10:36

Covid, i numeri della pandemia scendono ma Gimbe attacca: “I dati del governo non sono aggiornati”

Calano gli indicatori di nuovi positivi, ricoveri e decessi, secondo il monitoraggio della Fondazione Gimbe. Ma i dati sulle platee vaccinali non sono aggiornati, quindi è impossibile stabilire la copertura dei vaccini. Soprattutto per la quarta dose, che sta andando a rilento.
A cura di Luca Pons
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Ci sono delle "criticità sulla completezza dei dati" sulla campagna vaccinale pubblicati dal governo Meloni. A segnalarlo è la fondazione Gimbe, che ha condotto delle analisi indipendenti. In particolare, non si conosce "la platea vaccinabile", cioè quante persone dovrebbero fare il vaccino. La quantità di persone che dovrebbe ricevere la prima, seconda e terza dose non è più stata aggiornata dal maggio 2022, e questo non permette di stabilire la percentuale di popolazione protetta.

Soprattutto, è ferma al 17 settembre 2022 la platea per la quarta dose, che ha una copertura molto più bassa delle prime tre. Secondo i dati ufficiali, ad aver fatto il secondo richiamo è il 30,4% della platea interessata, ma "secondo le nostre stime", ha detto il presidente della fondazione Gimbe Nino Cartabellotta, "in 4 mesi il numero di over 60 e fragili per i quali sono trascorsi i 120 giorni dal primo richiamo è aumentato di circa 700 mila persone". Questo significa che il vero tasso di copertura sarebbe ancora più basso di quello ufficiale.

Infine, non si sa quanti dovrebbero ricevere il vaccino e quanti l'hanno già fatto nella fascia 6 mesi-5 anni (la vaccinazione per questa fascia d'età è stata approvata il 9 dicembre 2022) né quanti nella fascia 5-11 anni dovrebbero fare la terza dose dose (autorizzata il 13 gennaio). La fondazione Gimbe ha chiesto al ministro della Salute, Orazio Schillaci, di "aggiornare tutte le platee, in particolare quella relativa ai destinatari della quarta dose" e rendere noti gli altri dati mancanti.

Oltre 23,8 milioni di persone sono in ritardo con i vaccini

In Italia sono 23,82 milioni le persone che sono in ritardo con la vaccinazione e, quindi, sono più esposte al Covid-19 in forma grave. Oltre 14 milioni sono over 60 e persone fragili. Questo numero, fornito da Nino Cartabellotta, tiene in conto solo le persone che sono eventualmente guarite dal Covid da più di 120 giorni, e quindi hanno poca protezione residua.

"Oltre ai 6,25 milioni di persone mai vaccinate, ce ne sono ben 5,77 milioni che non hanno effettuato il primo richiamo (terza dose)", ha spiegato Cartabellotta. "Ma soprattutto, per ciò che riguarda la prevenzione della malattia grave, 11,8 milioni di anziani e fragili non hanno ricevuto la quarta dose e 2,5 milioni non hanno ricevuto la quinta, raccomandata ad over 80, ospiti Rsa e over 60 con fragilità per patologie concomitanti o preesistenti".

I numeri della pandemia continuano a calare: -38% di nuovi positivi

I nuovi casi di positivi, nella settimana dal 13 al 19 gennaio, sono scesi ancora rispetto al periodo precedente. Si sono registrati 51.888 positivi, con un -38,4% sull'ultima rilevazione. Il calo si registra in tutte le Regioni, e varia dal -11,2% della Provincia autonoma di Bolzano al – 46,7% di Basilicata e Valle D'Aosta. La diminuzione è particolarmente forte anche in Sicilia (-46,3%), Molise (-45,4%) e Calabria (-44,9%). In tutte le Regioni non ancora citate supera il 25%, ma è più limitata in Abruzzo (-26,6%), Umbria (-28,5%) e Sardegna (-33,1%).

Tra le Province, l'unico aumento dei nuovi positivi è a Chieti, dove aumentano dell'1,8% rispetto alla settimana precedente. Il calo maggiore è a Ragusa (-62,7%), Enna (-59,3%) e Reggio Calabria (-51,3%), mentre è più ridotto a Vibo Valentia (-18%), Imperia (-20,1%) e Frosinone (-21,4%).

Alla diminuzione dei positivi corrisponde anche un minor numero di tamponi effettuati: 687mila, rispetto ai 767mila del periodo 6-12 gennaio. La quantità di tamponi rapidi è calata del 12,2%, quella di molecolari del 3,3%. Anche il tasso di positività, cioè quanti tamponi sono positivi sul totale di quelli effettuati, è sceso: dal 7,2% al 6,3% per i molecolari, e dal 12,2% al 7,9% per gli antigenici tapidi.

Ospedali, meno posti letto occupati da pazienti Covid-19 e meno decessi

"Continua a scendere il numero dei ricoveri in area medica (-22,1%) e in terapia intensiva (-26,8%)", ha affermato Marco Mosti, direttore operativo della fondazione Gimbe. In numeri assoluti, i posti letto occupati da pazienti Covid-19 è sceso da 9.764 (il picco raggiunto  il 12 dicembre) ai 5003 del 19 gennaio. Per quel riguarda le terapie intensive, i letti usati sono scesi da 347 (il 12 novembre) a 227.

Il tasso di occupazione, cioè la percentuale di letti d'ospedale che sono tenuti da pazienti Covid, è in media al 7,9% in Italia, escludendo le terapie intensive. Ci sono delle variazioni importanti, dal 3,9% del Piemonte al 21,9% dell'Umbria, dove più di un posto letto su cinque è dedicato ai malati di Covid. Per le terapie intensive, l'occupazione è del 2,3% in media, dallo 0% di Basilicata e Valle D'Aosta al 4,6% della Sicilia.

Anche il numero di morti è sceso: nell'ultima settimana sono stati 495, un calo del 14,1%. In media, si tratta di 71 morti al giorno. Nella settimana precedente, la media era di 82 decessi ogni giorno.

Vaccini punto dolente, la quarta dose è al 30% di copertura

Nel periodo 13-19 gennaio sono stati 731 i nuovi vaccinati, rispetto ai 666 della settimana prima. Di questi, 280 sono nella fascia di età over 50, che è più a rischio di malattia grave. Per gli over 50 neo-vaccinati è un aumento del 18,1% dall'ultima rilevazione.

La terza dose di vaccino, o primo richiamo, è stata fatta da 40,4 milioni di persone, e in base alla platea ufficiale questo significa che la copertura è all'84,8%. Come detto, però, i dati sono meno precisi di quanto dovrebbero, dato che le platee non vengono aggiornate in alcuni casi da mesi. Quella per la terza dose risale al maggio 2022.

Per la quarta dose, invece, la platea è aggiornata al 17 settembre 2022, ma la copertura è comunque piuttosto bassa: su 19,1 milioni di persone che dovrebbero farla (secondo Gimbe il numero reale è più vicino ai 20 milioni), l'hanno ricevuta 5,8 milioni di persone. Questi includono over 60, persone fragili, ospiti delle Rsa e personale sanitario. Il tasso di copertura medio è al 30,4%, ma si va dal 43,9% del Piemonte al 13,7% della Calabria. Sono state fatte 10.078 somministrazioni al giorno, in linea con le 9922 della settimana precedente.

Sono stati forniti i dati anche sulla quinta dose, o terzo richiamo. A farla dovrebbero essere 3,1 milioni di persone (dato aggiornato al 20 gennaio 2023), dato che si tratta di over 60, fragili e ospiti di Rsa che non hanno più la protezione della quarta dose. Al momento, la copertura nazionale è al 13%. Le somministrazioni sono in aumento: 3222 al giorno in media, +10% rispetto alle 2930 dell'ultima rilevazione.

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