I membri del Consiglio europeo sono riuniti in videoconferenza in queste ore: si parla chiaramente della pandemia di Covid-19 e di come uscire dall'emergenza. La situazione resta ancora grave, e la chiave che apre la porta d'uscita è il vaccino. L'Ansa ha avuto modo di leggere la bozza delle conclusioni della riunione, in cui viene rimarcata la serietà dello stato attuale dell'emergenza Covid: "La situazione epidemiologica del Covid resta grave, anche alla luce delle sfide poste dalle varianti", si legge. Per questo motivo bisogna mantenere le restrizioni, anche per ciò che riguarda i viaggi che non sono considerati essenziali. Differente è il discorso sul flusso di merci, che va mantenuto senza ostacoli nel mercato unico europeo.

Il tema vaccini anticovid è all'ordine del giorno, e nella bozza si legge che "l'accelerazione della produzione, consegna e diffusione resta essenziale per superare la crisi". Perciò l'intenzione dei vertici dell'Unione europea è di intensificare ulteriormente gli sforzi da questo punto di vista. Viene anche ribadito che le aziende devono chiedere l'autorizzazione per esportare i propri prodotti, per evitare che vaccini destinati a Paesi Ue possano uscire dall'Europa, e che le case farmaceutiche "devono garantire la prevedibilità della loro produzione di vaccini e rispettare le scadenze contrattuali di consegna". L'obiettino non è solo continuare con i prodotti già a disposizione: la Germania chiederà alla Commissione Ue di iniziare a prendere contatti con l'azienda che produce il vaccino russo Sputnik V, in attesa dell'approvazione dell'Ema.

Nella bozza delle conclusioni c'è anche un passaggio sui green pass, i certificati digitali che la Commissione ha pensato per far tornare liberamente a viaggiare in Europa in vista dell'estate, un progetto che va portato avanti "con urgenza". Nessun accordo, per ora, sulla redistribuzione delle dosi di vaccini, che non verrà decisa comunque tra oggi e domani. Né si hanno novità sull'intenzione della Commissione di agire per vie legali contro AstraZeneca, per aver tagliato la maggior parte delle dosi di vaccino che avrebbe dovuto consegnare ai Paesi dell'Unione.