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Elezioni regionali 2024

Cos’è la legge della “tagliola” sarda e perché non è stata usata per lo spoglio delle Regionali

È in corso lo spoglio delle schede per le elezioni regionali in Sardegna, che andrà avanti fino alle 19 di questa sera. In base alla legge sarda, lo spoglio deve concludersi entro 12 ore, altrimenti scatta la “tagliola”: schede e registri saranno chiusi all’interno di buste sigillate e trasferite nei rispettivi uffici elettorali circoscrizionali per il conteggio e la successiva trasmissione dei verbali alla Corte d’appello di Cagliari. La Regione, però, ha fatto sapere che il termine delle 12 ore è solamente “indicativo”.
A cura di Annalisa Cangemi
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È presto per conoscere il risultato definitivo delle elezioni in Sardegna, dove ieri si è votato per eleggere il nuovo presidente della Regione e rinnovare il consiglio regionale. Alle 22 di ieri sera, alla chiusura dei seggi, aveva votato il 52,4% degli aventi diritto contro il 53,09% del 2019.

Oltre a Paolo Truzzu, che corre per il centrodestra (sostenuto da nove liste), Alessandra Todde, candidata del centrosinistra unito (dieci liste) e Renato Soru per la Coalizione Sarda (cinque liste), è in corsa anche l'outsider Lucia Chessa (Sardigna R-Esiste). Era possibile il voto disgiunto, cioè la possibilità di indicare un presidente di Regione diverso da quello collegato alla lista scelta. I simboli stampati sulla scheda elettorale erano 25 e circa 1.600 i candidati a uno dei 60 posti di consigliere regionale.

Dalle 7 di questa mattina sono stati riaperti i seggi per le operazioni di scrutinio delle schede elettorali. I componenti delle 1844 sezioni hanno in tutto 12 ore di tempo, fino alle 19, per completare tutte le attività con i risultati. Secondo la legge sarda, infatti, lo spoglio deve concludersi entro 12 ore. Se non saranno rispettate le tempistiche, prima della proclamazione di governatore e consiglieri regionali potrebbero passare diversi giorni. Su questo punto però è intervenuta la Regione Sardegna con una circolare: "Il termine finale delle operazioni di scrutino, fissato entro 12 ore dal loro inizio, deve considerarsi meramente indicativo", ha fatto sapere. "Salvo che intervengano cause di forza maggiore, gli Uffici elettorali di sezione sono tenuti a completare tutte le operazioni di competenza".

Sui tempi di attesa per conoscere il nome del nuovo presidente in Sardegna pesa soprattutto l'andamento dello spoglio, che per adesso procede molto a rilento. Cinque anni fa ci fu il caos: ci volle quasi un mese per la proclamazione ufficiale dei sessanta consiglieri regionali eletti e del governatore. Un'attesa infinita dovuta all'impossibilità in molti seggi elettorali di completare lo spoglio nei tempi di legge, con la conseguenza che le urne furono nuovamente sigillate e andarono ad affollare i rispettivi uffici elettorali circoscrizionali per il conteggio delle schede e i verbali vennero trasmessi alla Corte d'appello di Cagliari.

Senza la circolare della Regione, anche questa volta, nel caso ci fossero sezioni non in grado di concludere il loro lavoro entro le 12 ore stabilite dalla legge, si sarebbe verificato lo stesso scenario: i plichi con tutte le schede e i registri verrebbero chiusi all'interno delle buste sigillate e trasferiti poi ai tribunali delle circoscrizioni territoriali per l completamento delle operazioni e la verifica di tutti i risultati.

In teoria quindi il nome del governatore si dovrebbe conoscere, almeno come proiezione, già da metà pomeriggio, ma non è detto che i tempi verranno rispettati. Inoltre, a differenza delle elezioni di 5 anni fa, non ci sono stati gli exit poll, che in genere possono dare un'idea dell'esito finale. Ma nel 2019 furono un flop: diffusi la domenica alle 22 a urne chiuse, indicarono fermamente un testa a testa tra Solinas e Zedda, ma il giorno dopo il quadro venne completamente ribaltato. Scoppiò un caso, che finì con la richiesta di spiegazioni ufficiali dei vertici Rai, che commissionò gli exit agli istituti demoscopici.

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