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Cos’è la legge Bavaglio e quali sono i divieti per i giornalisti

La Camera ha dato l’ok alla legge di delegazione europea, che contiene anche la la cosiddetta ‘legge bavaglio’: è stato introdotto il divieto di pubblicazione “integrale o per estratto” dell’ordinanza con cui i giudici formalizzano una misura cautelare.
A cura di Annalisa Cangemi
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Lo scorso 19 dicembre l'Aula della Camera ha approvato la cosiddetta ‘legge bavaglio', l'emendamento di Enrico Costa (Azione) alla legge di delegazione europea – legge che ogni anno serve a recepire le direttive di Bruxelles – che modifica il codice di procedura penale e introduce il divieto di pubblicazione "integrale o per estratto" del testo dell'ordinanza di custodia cautelare.

La norma, ribattezzata ‘legge bavaglio' perché di fatto metterà il bavaglio alla stampa, è stata approvata dopo che il deputato aveva recepito la riformulazione proposta dal governo: il testo prevedeva il "divieto di pubblicazione dell'ordinanza di custodia cautelare", che è il il provvedimento con cui i giudici formalizzano, su richiesta dei pm, una misura cautelare, e che contiene diverse informazioni sulla vicenda giudiziaria, fino alla conclusione delle indagini o dell'udienza preliminare; mentre nella riformulazione proposta dal governo si parla di divieto di pubblicazione "integrale o per estratto" del testo dell'ordinanza. Significa che l’ordinanza di custodia cautelare sarà pubblicabile dai giornali solo dopo l’inizio del processo. Secondo Costa, la norma serve a dare attuazione alla direttiva sulla presunzione di innocenza. Ma si tratta di un cambiamento storico che avrà un impatto sul racconto delle vicende giudiziarie da parte dei media.

Dal 2019, grazie alla legge dell'ex ministro della Giustizia Andrea Orlando (Pd) sulle intercettazioni che aveva eliminato i precedenti divieti, quegli atti erano pubblici. Ora è arrivata la stretta per i giornali. Non si sa ancora, e probabilmente al governo stabilirlo, quali saranno le sanzioni per chi violerà il divieto, se saranno previste multe o anche l’arresto. Dopo l'ok della Camera comunque la norma dovrà ottenere anche il via dal Senato.

Cosa prevede l'articolo 114 del codice di procedura penale

La norma delega il governo a “modificare l'articolo 114 del codice di procedura penale prevedendo, nel rispetto dell'articolo 21 della Costituzione e in attuazione dei principi e diritti sanciti dagli articoli 24 e 27 della Costituzione, il divieto di pubblicazione dell'ordinanza di custodia cautelare finché non siano concluse le indagini preliminari ovvero fino al termine dell'udienza preliminare in coerenza con quanto disposto dagli articoli 3 e 4 della direttiva Ue 2016/343 del Parlamento europeo e del Consiglio del 9 marzo 2016”.

Cosa cambia con l'emendamento di Costa

Con l'emendamento di Costa approvato alla Camera in pratica non sarà possibile pubblicare né l’integrale né estratti dell'ordinanza di custodia cautelare. I cittadini dunque non potranno più essere informati su alcuni dettagli rilevanti, dal momento che nel testo dell'ordinanza figurano in genere arresti, interrogatori, intercettazioni, perquisizioni disposte dai pubblici ministeri. In pratica tutta la cronistoria di un caso giudiziario.

Che succede ora

Il testo approvato alla Camera – passato con voto palese con 160 sì e 70 no di Pd, M5S e Avs – per diventare legge deve prima ottenere l'ok definitivo del Senato.

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