Cosa vuole fare il governo per le zone colpite maltempo: Cdm sbloccherà 150 milioni per Niscemi

Al Consiglio dei ministri di oggi pomeriggio, oltre all'atteso decreto Bollette che vale circa 2,5 miliardi di euro, arriva il decreto legge per rispondere all'emergenza maltempo al Sud, con l'obiettivo di limitare i danni causato dal ciclone Harry a gennaio. Le conseguenze più devastanti si sono verificate a Niscemi, dove una frana ancora attiva sta via via trascinando a valle le case del Paese.
Meloni lunedì scorso ha fatto visita alla cittadina siciliana, anticipando che ci saranno 150 milioni di euro per la messa in sicurezza del centro abitato, per la demolizione degli edifici pubblici e privati e la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico. oltre alla nomina di un commissario straordinario dell'area, il capo della Protezione civile, Fabio Ciciliano, fino al 31 dicembre 2027.
In un primo momento il presidente della Regione Renato Schifani aveva chiesto un intervento di due miliardi, ma è possibile anche alla fine arrivino circa 500 milioni. "Sbloccare più soldi non vuol dire poterli investire subito", è il ragionamento di una fonte informata sul dossier, secondo quanto ripotato da Agi. Al momento il governo ha già stanziato 100 milioni per rimborsare i Comuni che hanno affrontato le urgenze, ora ci sarà un secondo finanziamento, "e poi si andrà al terzo finanziamento", aveva sottolineato nei giorni scorsi il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci.
Secondo quanto anticipato dal Sole 24 Ore, che ha visionato il provvedimento ancora al vaglio della Ragioneria generale dello Stato, ci sarebbe la sospensione dei termini per i versamenti tributari e contributivi, fino al 30 aprile prossimo e non al 30 maggio come ipotizzato la scorsa settimana, e dovrebbe includere "l’alt ai premi per l’assicuratore obbligatoria", scrive il Sole. Il recupero, in una sola soluzione, dovrebbe essere fissato al 10 ottobre "senza applicazione di sanzioni e interessi".
Nel decreto inoltre c'è un aiuto ai lavoratori subordinati del settore privato, compresi gli agricoli, che in questo momento non possono svolgere la loro attività: integrazione al reddito fino all'80% della retribuzione erogata dall’Inps, per un massimo di 90 giornate ed entro il limite temporale del 31 maggio. La misura scatterà in presenza di "condizioni adeguatamente documentate", anche mediante dichiarazione sostitutiva, che dimostrino il legame tra la mancata prestazione e l'evento calamitoso. Il limite di spesa è fissato nella bozza a 37,6 milioni per il 2026. Per gli autonomi il testo prevede invece un'indennità una tantum "pari a euro 500 per ciascun periodo di sospensione non superiore a 15 giorni e comunque nella misura massima di euro 3mila". In questo caso, lo stanziamento ipotizzato sarebbe di 102,3 milioni, anticipa il Sole 24 Ore.
Per le imprese il decreto prevede lo stop dal 18 gennaio fino al 31 marzo ai versamenti per le Camere di commercio e gli adempimenti contabili e societari e fino al 30 aprile "tutti i termini per i relativi adempimenti amministrativi e il pagamento delle conseguenti sanzioni previste dalla vigente normativa". Le aziende agricole, della pesca e dell'acquacoltura potranno usufruire degli aiuti disegnati dal Dlgs 102/2004 per un totale di 120 milioni; le imprese turistiche, invece, potranno contare su 5 milioni.