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Opinioni

Cosa vuole fare il generale Roberto Vannacci e cosa può realisticamente fare

Siamo alle solite: Roberto Vannacci pronto a fare un partito, a uscire dalla Lega, a prendere il 20% alle elezioni e a rivoluzionare la politica italiana. Forse.
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Che Roberto Vannacci sia costantemente alla ricerca di attenzione mediatica non è certamente una novità. Così come gli va riconosciuta una certa capacità di leggere il momento politico, scegliendo con grande efficacia argomenti e posizionamenti che ciclicamente lo riportano al centro della scena, sia pure per il breve volgere di qualche giornata. Questa volta ha scelto un grande classico del suo repertorio: un (forse) nuovo movimento, con un (forse) progetto di un partito autonomo, accompagnato da quello che (forse) dovrebbe essere il nuovo simbolo. Dopo “Il mondo al contrario” e “Generazione Decima” (prima ancora era stata la volta dell’ibrido “Noi con Vannacci”), ora è il momento di “Futuro Nazionale”, simbolo tremendamente simile a quello del movimento di Francesco Giubilei (che infatti ci ha tenuto a rimarcare la sua estraneità), che, secondo i bene informati, dovrebbe finalmente essere quello giusto. Il nuovo partito del generale, insomma.

Lui, come al solito, non conferma né smentisce, rifugiandosi in mezze battute, risposte sarcastiche ai giornalisti e i soliti proclami. Al Corriere della Sera ha detto di puntare al 6%, al 10%, al 20%, con la Lega al 30%. Parole al vento, diciamo, che non possono essere prese sul serio. È nota, invece, la sua ambizione, finora sostenuta da una carriera politica legittimata esclusivamente dall’elezione trionfale al Parlamento Europeo. Dopodiché, diciamoci la verità, la stella vannacciana ha brillato poco, tra problemi organizzativi della sua “corrente” sul territorio, difficoltà nel ricavarsi margini di azione all’interno della Lega, un apporto pressoché nullo nelle consultazioni locali e da un'incidenza minima nei processi decisionali del Carroccio.

Non c’è stato ovviamente tempo per un’analisi seria delle potenzialità di questo presunto nuovo partito, ma i sondaggisti sono sempre stati divisi sulle prospettive e il potenziale delle creature politiche del generale. Interrogato da Fanpage.it, un tecnico del settore ha risposto col più classico dei “dipende”, includendo vari elementi da chiarire e poi valutare: quando, con chi, per fare cosa e con quale piattaforma. Perché, se è innegabile che Vannacci goda di una certa popolarità, allo stesso tempo sembra essere minimo lo spazio per una nuova avventura nel bacino “anti-sistema”, considerando i posizionamenti specifici dei partiti della destra e l’assenza (al momento e per quel che sappiamo) di una struttura organizzativa in grado di veicolarne la proposta sui territori e nelle istituzioni. I flop dei seguaci del generale nelle prime consultazioni e lo scarso seguito di cui hanno goduto le sue iniziative politiche tra i colleghi parlamentari ne sono una dimostrazione chiara. Diverso, ci spiega la nostra fonte, è il caso in cui il generale fosse alla guida di un partito più strutturato, in grado anche di colmare gli evidenti limiti di esperienza e competenza specifica mostrati in questi mesi di attività politica.

È più o meno il ragionamento che fanno anche all’interno del Carroccio, dove peraltro in molti sono convinti che non ci sia una reale volontà di rompere ma solo la “solita” ricerca di visibilità. Il generale è considerato ancora una risorsa e si è disposti a garantirgli un certo margine di manovra (come del resto fatto in questi mesi), purché non tiri troppo la corda e non si trasformi nell’ennesima grana da gestire per Salvini. Se poi la situazione dovesse precipitare, allora “arrivederci buona fortuna”, senza dannarsi neanche più di tanto. Perché, sono convinti i leghisti, vale sempre il caro vecchio detto "extra ecclesiam nulla salus" e non sarebbe la prima avventura solitaria destinata a schiantarsi in un campo politico sovraffollato. Soprattutto considerando che dovrebbe andare a pescare in un bacino elettorale in cui operano già le figure di Meloni e dello stesso Salvini. L'opposizione, invece, almeno per una volta può prendere i popcorn e restare a guardare.

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A Fanpage.it fin dagli inizi, sono condirettore e caporedattore dell'area politica. Attualmente nella redazione napoletana del giornale. Racconto storie, discuto di cose noiose e scrivo di politica e comunicazione. Senza pregiudizi.
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