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Cosa non va nell’accordo tra governo Meloni e Lufthansa per vendere l’ex Alitalia: le critiche dell’Ue

Da quasi un anno il governo Meloni tratta con la compagnia tedesca Lufthansa per vendere Ita Airways, la compagnia di bandiera italiana. La Commissione europea ha segnalato delle criticità, però: su alcune rotte, il nuovo gruppo cancellerebbe la concorrenza. Ecco le linee problematiche, su cui le due compagnie dovrebbero fare spazio ai rivali.
A cura di Luca Pons
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La trattativa per vendere alla tedesca Lufthansa la compagnia aerea bandiera italiana Ita Airways, che ha preso il posto di Alitalia, va avanti da quasi un anno, ma c'è ancora un ostacolo da superare. L'accordo sarebbe già definito: Lufthansa comprerebbe il 41% di Ita, pagando 325 milioni di euro al ministero dell'Economia italiano, e prenderebbe da subito la gestione della compagnia. In pochi anni, poi, arriverebbe al 100% delle azioni, rendendola completamente privata. Ieri però sono arrivate le obiezioni dell'Antitrust europeo, o meglio, dei servizi per la concorrenza della Commissione europea.

Le obiezioni riguardano il rischio che su alcune tratte non ci sia abbastanza concorrenza, una volta che Ita e Lufthansa saranno unite. Questo darebbe la possibilità alla compagnia tedesca, ormai senza rivali, di alzare i prezzi o diminuire la qualità dei servizi senza subire conseguenze. Il Corriere della sera ha letto il documento integrale, lungo circa 200 pagine, e ha resto note quali sono le tratte su cui si sono concentrate le osservazioni della Commissione.

Su queste linee, Ita e Lufthansa dovrebbero pare un passo indietro e cedere più spazio ai loro concorrenti. Avranno tempo fino al 26 aprile per presentare una soluzione, mentre la decisione finale è attesa entro il 6 giugno. I blocchi interessati sarebbero quattro, e il primo riguarda le rotte verso l'Europa centrale, già servite dal gruppo Lufthansa:

  • Milano-Bruxelles
  • Milano-Düsseldorf
  • Milano-Francoforte
  • Milano-Amburgo
  • Milano-Stoccarda
  • Milano (Malpensa)-Vienna
  • Roma-Bruxelles
  • Roma-Francoforte
  • Roma-Monaco
  • Roma-Zurigo
  • Roma-Amburgo
  • Roma-Vienna

Altre rotte ‘problematiche' sono quelle in cui Ita e Lufthansa oggi competono, e una fusione impedirebbe la concorrenza:

  • Bari-Francoforte
  • Bari-Amburgo
  • Bari-Monaco di Bavier
  • Brindisi-Düsseldorf
  • Brindisi-Stoccarda
  • Cagliari-Monaco
  • Catania-Francoforte
  • Lamezia Terme-Zurigo
  • Napoli-Düsseldorf
  • Napoli-Francoforte
  • Napoli-Stoccarda
  • Palermo-Francoforte
  • Roma-Stoccarda
  • Napoli-Amburgo

Ci sono poi le rotte a lungo raggio, anche in questo caso divise in due gruppi. Il primo è quello delle linee su cui "almeno una delle parti opera attualmente una connessione diretta", e sono:

  • Roma-New York
  • Roma-Washington
  • Roma-San Francisco
  • Roma-Chicago
  • Roma-Toronto
  • Roma-Los Angeles
  • Roma-Miami
  • Roma-Tokyo

Infine, il quarto blocco di include cinque rotte in cui al momento né Ita né Lufthansa forniscono un collegamento diretto:

  • Napoli-New York (anche se "solo in inverno")
  • Milano-San Francisco
  • Firenze-New York
  • Catania-New York
  • Bologna-New York

Infine, c'è il problema che la nuova compagnia assumerebbe una "posizione dominante all'aeroporto di Milano-Linate", perché controllerebbe quasi i due terzi di tutti i diritti di decollo e atterraggio. Nel complesso, quindi, Ita e Lufthansa dovranno presentare una proposta rinunciando a parte di quelle rotte – e quindi a parte dei guadagni – per rassicurare la Commissione e mantenere la concorrenza con le altre compagnie.

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