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Elezioni europee 2024

Cosa farà Bandecchi e con chi si candiderà alle Europee

Stefano Bancecchi ha formalizzato oggi le dimissioni da sindaco di Terni. Nei prossimi mesi sarà impegnato per la campagna elettorale per le europee, per le quali si candiderà come capolista in tutte le circoscrizioni, con il simbolo di Alternativa Popolare.
A cura di Annalisa Cangemi
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Ieri sera a sorpresa l'imprenditore, e sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, ha annunciato a sorpresa le sue dimissioni con un video, senza però entrare nel merito delle motivazioni che lo hanno spinto a prendere questa decisione. La lettera che ha inviato al Consiglio comunale e al segretario generale del Comune per formalizzare le sue dimissioni è brevissima: "Il sottoscritto Stefano Bandecchi con la presente rassegna le proprie dimissioni dalla carica di Sindaco della Città di Terni. Distinti saluti. Il sindaco Stefano Bandecchi" si legge nel documento "firmato digitalmente", non più di una riga. Ma cosa c'è dietro?

Bandecchi ha spiegato di voler continuare la sua carriera politica, come segretario di Alternativa popolare. Tra l'altro è molto chiara la sua intenzione di correre per le elezioni europee dell'8-9 giugno, sfruttando anche l'escalation mediatica che lo ha visto in questi mesi molto presente in tv, con uscite e interviste molto aggressive. La notizia della sua candidatura era stata anticipata già a fine gennaio quando aveva organizzato il congresso programmatico del suo partito, raccogliendo 3mila persone.

La carica di sindaco però non è incompatibile con la candidatura, solo una sua eventuale elezione al Parlamento europeo lo sarebbe. Per questo sono stati avanzati dubbi su possibili incompatibilità tra la carica di primo cittadino e le funzioni svolte in alcune imprese.

La parlamentare umbra Elisabetta Piccolotti (Avs) ha ricordato l'esistenza un parere che il capodipartimento Sgaraglia del ministero dell'Interno "ha inviato nell'agosto dell'anno scorso alla prefettura di Terni, in cui si afferma che la permanenza sullo scranno di sindaco di Bandecchi sarebbe incompatibile con la carica di Amministratore unico della Società delle Scienze Umane S.r.l., che ha come oggetto sociale la gestione della citata Università Unicusano (come risulta dallo Statuto), a sua volta proprietaria al 100% della Ternana Calcio S.p.A. (come risulta dalle visure camerali); e con la carica di Socio unico e Amministratore della PING PONG s.r.l. (come risulta dalle visure camerali), a sua volta, proprietaria della "Società delle Scienze Umane S.r.l.", soggetto preposto alla gestione della predetta Università", dice la parlamentare rossoverde umbra.

"È importante sottolineare come, a quanto risulta dalle visure camerali, il Sig. Bandecchi ricopre ancora ad oggi entrambe le cariche". Anche se ieri, come riportato da un'agenzia, il prefetto Bruno di Terni ha detto che "allo stato, non risultano profili di incompatibilità, visto che le questioni pendenti sono state sanate, ad esempio con la cessione della Ternana Calcio", aggiungendo che "se la gestione del palasport possa rappresentare un elemento di incompatibilità, lo si vedrà solo nel momento in cui la gestione dell'impianto dovesse essere in capo al sindaco".

"Pare quindi necessario che il ministero dell'Interno faccia chiarezza sull'incompatibilità di Bandecchi e sul perché né il ministero né il prefetto siano intervenuti per intimare la rimozione delle cause di incompatibilità dopo il parere del Capo-dipartimento Garaglia", ha  detto Piccolotti.

Perché Bandecchi si è dimesso?

In un intervento in radio è lo stesso Bandecchi oggi a fornire qualche spiegazioni in più sul suo passo indietro: "C'è un capo di gabinetto che ha ricevuto le mie dimissioni e credo le abbia protocollate, le manderà in prefettura e da lì partiranno le mie dimissioni che diverranno effettive il 28 di febbraio. Le mie dimissioni sono dovute non alle indagini della magistratura che non ho mai stimato, tanto la non stima è reciproca, non è dovuta alle indagini della guardia di finanza, sono indagato continuamente. Non fanno parte nemmeno del fatto che io abbia espresso un concetto semplice: un uomo normale non ammazza la propria donna se lei non ha piacere di stare con lui, ma al limite se ne va a cercare un'altra ma mi sembra che gran parte del popolo italiano non abbia capito. Come diceva D'annunzio: non mi posso preoccupare di ciò che non capite", ha detto nel corso del programma ‘Gli Inascoltabili' in onda su Radio Roma Sound fm90.

"Io non mi sono dimesso da segretario di Alternativa Popolare né dal fare politica, voglio far politica per conto mio perché non stimo nessuno, penso che molti politici italiani andrebbero esiliati, dovrebbero vergognarsi – ha aggiunto Bandecchi – Alternativa Popolare ha cominciato il nuovo percorso che è stato portato avanti da me come segretario del partito, ho un'idea nobile della politica, credo che non si possa entrare per sentirsi migliori degli altri ma per servire gli altri. Come diceva De Gasperi ‘la peggiore truffa di un politico è promettere ciò che non sa fare".

Bandecchi candidato alle europee

Bandecchi ha poi confermato che intende canidarsi alle europee come capolista in tutte le circoscrizioni, con il simbolo di Alternativa Popolare: "Conto di arrivare al 4%", ha dichiarato.

"È chiaro che diventerò presidente del Consiglio, tanto è chiaro che le cose che posso fare per la nazione nessun altro è in grado di farle. Porterò Alternativa popolare ad essere uno dei partiti più importanti in tre anni e otto mesi, farà la differenza perché molti elettori di Fratelli d'Italia, Forza Italia e del Pd sanno che devono votare per l'unico uomo che può risolvere il problema. Se ogni cinque anni dobbiamo avere un duce allora voglio essere io", ha aggiunto, ponendosi quindi come alternativa ai partiti di destra esistenti.

Nei giorni scorsi aveva teso anche una mano a Sgarbi, dopo il caso delle dimissioni annunciate, e ancora non formalizzate, del sottosegretario alla Cultura: Bandecchi ha raccontato di averlo sentito e di avergli offerto un posto in lista. Sgarbi per il momento non si è sbilanciato, ma gli avrebbe detto di voler riflettere sull'offerta.

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