La maggior parte degli italiani sta rispettando i divieti imposti dal governo, per contenere la diffusione del coronavirus"Voglio ringraziare tutti gli italiani che in queste settimane stanno dimostrando un grande senso di responsabilità". A dirlo è la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese al Giornale radio Rai: "I dati sui controlli e sulle denunce dimostrano che la stragrande maggioranza degli italiani e' stata da subito consapevole della gravità della situazione e si è comportata di conseguenza".

"Da oggi – ha ricordato la titolare del Viminale – chi non rispetta le regole sarà sottoposto non più a una sanzione penale ma amministrativa da 400 a 3000 euro. Con il contenimento degli spostamenti sono diminuiti, inevitabilmente, i reati commessi sul territorio. Abbiamo registrato un calo del 64,2% dal primo al 22 marzo. Ma c'è un dato che mi preoccupa; i maltrattamenti in famiglia hanno fatto registrare una flessione meno accentuata. Meno 43,6%. Per questo già da sabato scorso ho fatto impartire ai prefetti precise direttive per garantire l'ospitalità alle vittime di maltrattamenti i famiglia anche durante questa gravissima emergenza sanitaria".

I rischi per le vittime di violenze in famiglia, che si trovano in condizioni di maggiore pericolo dal momento che gli spostamenti fuori casa sono limitati, e consentiti solo per ragioni di salute, lavoro o necessità, erano stati segnalati già dai centri anti-violenza. Queste strutture però continuano a essere operative, e anche nei casi in cui non possono rimanere fisicamente aperti per questioni di sicurezza sanitaria, sono attivi, al telefono o in chat online, 24 ore su 24. In un'intervista rilasciata a Fanpage, la deputata dem Laura Boldrini, ha anticipato i provvedimenti presi dal governo: "La ministra Bonetti e la ministra Lamorgese hanno deciso di destinare risorse aggiuntive ai centri antiviolenza affinché questi possano individuare alloggi da destinare alle donne vittime di violenza. E il costo sarà coperto con un fondo straordinario. Servono maggiori spazi perché queste donne non possono essere ammassate negli stessi ambienti, sia per motivi sanitari legati al Covid-19, sia perché in alcuni casi hanno bisogno, dopo la denuncia, di un periodo di maggiore isolamento".