Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto che introduce nuove misure per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. Il provvedimento, proposto dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e dal ministro della Salute, Roberto Speranza, prevede la possibilità di adottare una serie di restrizioni “al fine di contenere e contrastare i rischi sanitari e il diffondersi del contagio”. Le misure possono essere applicate su tutto il territorio nazionale o in alcune singole zone per “periodi predeterminati”, che devono avere una durata non superiore ai 30 giorni, ma possono essere reiterabili e modificabili. Lo stato di emergenza termina – questo il termine massimo finora stabilito – non oltre il 31 luglio 2020, come stabilito a gennaio. “L’applicazione delle misure potrà essere modulata in aumento ovvero in diminuzione secondo l’andamento epidemiologico del predetto virus”, secondo quanto si legge nella nota di Palazzo Chigi.

Coronavirus, le misure nel nuovo decreto del governo

Palazzo Chigi ricorda le principali misure che possono essere adottate in Italia per fronteggiare l’emergenza, ribadendo in sostanza quelle già messe in campo con i precedenti provvedimenti. Si prevedono la possibilità di limitare la circolazione delle persone insieme al divieto assoluto di lasciare la propria abitazione per i soggetti in quarantena. Si possono sospendere le attività, gli ingressi di strutture e spazi aperti al pubblico (come piscine, teatri, cinema, musei, etc). Possibile anche la limitazione o il divieto di svolgere attività ludiche e sportive all’aperto, così come viene prevista la possibilità di sospendere le cerimonie civili e religiose.

Le autorità statali e regionali possono ridurre, sospendere o sopprimere i servizi di trasporto di persone e merci, oltre che il trasporto pubblico locale. Ancora, si può prorogare la sospensione dei servizi educativi e delle scuole di ogni ordine e grado. Limitazione possibile anche per l’attività delle amministrazioni pubbliche e per le attività che somministrazione di bevande e alimenti. Si prevede la possibilità di sospendere anche ogni altra attività d’impresa o di attività professionali, restando valida l’opzione di applicare il lavoro agile a ogni rapporto di lavoro. Tutte le attività che si continuano a svolgere normalmente, invece, devono essere portate avanti evitando assembramenti e garantendo la distanza di sicurezza di un metro.

Il decreto disciplina anche l’adozione di queste misure, che possono essere introdotte dal governo e dai presidenti di Regione se riguardano territori specifici. Inoltre anche il ministro della Salute può introdurre alcune misure di contenimento con un’ordinanza. Ulteriori restrizioni possono essere emanate dai presidenti di Regione. Le ordinanze locali vigenti continuano ad applicarsi, a partire da oggi, per altri dieci giorni al massimo.

Coronavirus, governo inasprisce le multe

Il presidente del Consiglio prende l’impegno di riferire almeno ogni mese alle Camere sulle misure adottate. Infine, il decreto prevede che il mancato rispetto delle restrizioni possa essere punito con una multa che va da 400 a 3.000 euro e non si applicano le sanzioni previste dall’articolo 650 del codice penale. In caso di mancato rispetto delle misure per le attività commerciali, invece, si prevede anche la possibilità di chiudere l’esercizio da 5 a 30 giorni. In caso di violazione reiterata la multa viene raddoppiata e per la chiusura viene applicata la misura massima. Infine, in caso di violazione del divieto di lasciare l’abitazione per le persone sottoposte a quarantena perché positive, la pena prevista è la reclusione da uno a cinque anni.