Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ringrazia i medici e gli infermieri della task force sanitaria che hanno operato durante l’emergenza Coronavirus e torna a sottolineare l’importante ruolo svolto dal personale sanitario in questi mesi. Ma Conte non ringrazia e apprezza solo il loro lavoro, ma anche il comportamento tenuto dagli italiani in piena emergenza: “L’Italia ha dato una grande prova di sé. L’ha data quando era tutto inaspettato, l’hanno data i singoli cittadini perché sono riusciti nella maggior parte dei casi a rispettare le regole, anche molto restrittive, a cambiare abitudini di vita dall’oggi al domani e comprendendo che era uno sforzo che andava fatto, pur se molto pesante sul piano individuale, perché soltanto così ne potevamo uscire in qualche modo”.

Conte afferma che la fase acuta, quella del picco del contagio, è ora alle spalle, ma questo non vuol dire che si possa tornare alla normalità, ma, anzi, è necessario continuare a rispettare tutte le regole a partire da quelle del distanziamento o dell’uso della mascherina: “Il virus corre ancora con noi, quindi dobbiamo ancora rispettare le regole”. Il presidente del Consiglio torna poi su quella che definisce “la prova più bella” che è stata data dagli italiani e, nello specifico, dai medici e dagli infermieri che hanno risposto all’appello rivolto loro dalla Protezione Civile nella fase più acuta dell’emergenza: “Abbiamo visto i numeri delle vostre risposte e credo che tutta la comunità nazionale ne abbia tratto conforto, motivo di fiducia”.

Il ruolo del personale sanitario è stato fondamentale durante la crisi sanitaria e per questo Conte ha voluto sottolinearlo anche al termine degli Stati generali: “Ieri abbiamo terminato la consultazione nazionale e coi ministri, su giusto suggerimento di Speranza, abbiamo ascoltato per ultime, dando loro tutto il tempo necessario, le associazioni delle varie professioni sanitarie. Ci è sembrata la cosa più giusta terminare con le istanze, le ragioni, le richieste di tutta la società italiana”.

Il presidente del Consiglio si rivolge poi direttamente a medici e infermieri, riprendendo quanto da loro chiesto, ovvero di non chiamarli eroi: “Non vi chiamo eroi, ma siete grandi professionisti, di grande cuore. Abbiamo parlato con il presidente della Repubblica, non c’era possibilità di attribuire delle onorificenze ora perché non c’erano i tempi e anche data la situazione. Abbiamo rinviato la cerimonia al 27 dicembre, abbiamo chiesto ai prefetti di segnalare le persone che si sono distinte. Se oggi siamo qui a parlarci in questo modo è perché ci siete stati anche voi”, conclude il presidente del Consiglio.