Terza notte di trattative al Consiglio europeo a Bruxelles, dove i ventisette continuano a cercare un accordo sull'Mff 2021-27, cioè il Quadro finanziario pluriennale dell'Ue, e su Next Generation Eu. I lavori del vertice dovrebbero riprendere intorno alle 16.

Nel negoziato "ci stiamo avvicinando allo zoccolo duro delle rispettive posizioni" e il "confronto diventa più risolutivo", ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, rientrando in hotel, dopo la notte di lavori nel palazzo del Consiglio Europeo. "Spero che si possano iniziare a valutare alcuni aggiornamenti delle poste, frutto dell'intensa negoziazione di questi giorni".

I nodi sono legati in primo luogo la governance dei piani nazionali di ripresa. Il premier olandese Mark Rutte vorrebbe aumentare i ‘rebates', cioè gli sconti sui contributi al bilancio Ue, arrivando a 25 miliardi, e chiede rassicurazioni sull'effettiva messa a punto delle riforme nei vari Paesi che beneficiano del Recovery fund. Per controllare come saranno spese le risorse l'Olanda  invoca il potere di veto (che l'Italia non vuole).

Oltre all'ampiezza del quadro finanziario 2021-2027, sul tavolo ci sono ancora i tagli al Next Generation Eu e l’ammontare degli aiuti a fondo perduto; il presidente del Consiglio Michel ha proposto una diversa ripartizione della torta, e un diverso equilibrio tra sussidi e prestiti. Dopo la quota iniziale offerta dalla Commissione – 750 miliardi totali di cui 500 di aiuti a fondo perduto – Il presidente del Consiglio Michel si era detto già pronto a rimodulare il Recovery Fund, proponendo 400 miliardi di euro di sovvenzioni e 350 miliardi di prestiti. I Paesi cosiddetti ‘frugali, oltre all'Olanda anche Svezia, Danimarca, e Austria, a cui si è aggiunta anche la Finlandia, hanno messo sul tavolo una proposta di 350 miliardi di sussidi e 350 miliardi di prestiti.

Il presidente del consiglio europeo "Michel non ha anticipato null'altro ma ha detto che proporrà oggi una soluzione con una riduzione dei grants a 400 miliardi e una 390 miliardi", ha anticipato il premier Conte. "La soluzione da 400 miliardi" di sussidi nel Recovery plan "condurrebbe un maggiore sconto (rebates, ndr) per i Paesi che ne hanno diritto e quella da 390 miliardi un minore sconto", ha spiegato.

Altra questione è quella della condizionalità sullo stato di diritto, che chiama in causa direttamente i Paesi di Visegrad, Ungheria in testa: i Paesi frugali vorrebbero mettere nero su bianco che il rispetto della democrazia è condizione imprescindibile per l'erogazione dei fondi.

A una domanda su una soluzione sulla governance del Recovery fund che elimini il meccanismo di veto sui piani di riforma nazionali. Conte ha risposto così: "Abbiamo indirizzato il procedimento di verifica e controllo dello stato di avanzamento dei progetti secondo una più corretta soluzione, rispettosa delle competenze dei vari organi definite dai trattati".

"Finita terza giornata del Consiglio europeo. Riprenderanno i lavori in plenaria su bilancio pluriennale e Next Generation nel pomeriggio. Continuiamo la maratona negoziale per un accordo all'altezza della sfida", ha twittato il ministro agli Affari europei Enzo Amendola.