C’è un’altra Verona, contro quella del Congresso mondiale delle famiglie. Che scende in piazza contro le idee espresse nel convegno a cui oggi parteciperà anche il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini. La contromanifestazione principale è quella che vede in marcia circa 20mila persone, secondo le stime fornite dalla polizia. Il corteo è stato organizzato da ‘Non una di meno’, ma hanno aderito anche le famiglie arcobaleno, i Verdi, i radicali, l’arcigay. Un corteo partito da poco e a cui presenziano anche importanti leader al femminile come Laura Boldrini e Susanna Camusso.

C’è anche l’ex ministro Livia Turco a sfilare in corteo: “Siamo in tante e tante diverse. È qualcosa di molto grave e antistorico e bisogna esserci e combattere”. Poi un riferimento al feto di plastica consegnato ieri ai partecipanti: “Il gadget è la dimostrazione del fatto che si è dimenticato il valore fondamentale della nostra Costituzione che parla di persona mentre l'esaltazione della natura porta al suo esatto opposto, cioè alla mercificazione della persona. Abbiamo assistito a un esempio di mercificazione della persona che nega la stessa radice cattolica, è inaudito”. L’ex segretario della Cgil, Susanna Camusso, sottolinea: “Questa manifestazione significa che sulla libertà non si arretra, bisogna continuare su questo percorso e non permettere di tornare indietro”.

Sul Congresso di Verona è intervenuto anche Papa Francesco, commentando le parole del cardinale Pietro Parolin, che aveva detto negli scorsi giorni: “La sostanza è corretta, il metodo è sbagliato”. Il pontefice condivide il suo pensiero: “Ho letto la risposta del segretario di Stato sul convegno di Verona e mi è sembrata equilibrata”. Dal palco del Congresso interviene invece il presidente Toni Brandi: “Conoscete il clima di odio che si è creato nei confronti di questo congresso, quindi non rilasciate dichiarazioni ai giornalisti menzognieri”, dice alzando ancora il livello di scontro.