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Elezioni Comunali 2022
28 Giugno 2022
10:25

Comunali, per l’istituto Cattaneo l’astensionismo ai ballottaggi ha penalizzato il centrodestra

L’astensionismo ha pesato soprattutto sui candidati di centrodestra nel secondo turno delle elezioni comunali. Lo sostiene l’istituto Cattaneo, che ha riscontrato questo fenomeno in tre della città di cui ha analizzato i flussi elettorali, ovvero Monza, Parma, Alessandria e Catanzaro.
A cura di Annalisa Cangemi
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Elezioni Comunali 2022

Come sono andate le amministrative 2022? Secondo l'analisi dell'istituto Cattaneo è stato l'astensionismo il principale protagonista di questa tornata elettorale, penalizzando soprattutto i candidati di centrodestra ai ballottaggi, in particolare a Monza, Parma, Alessandria e Catanzaro, tutte città conquistate da sindaci sostenuti dal centrosinistra.

Secondo l'istituto una parte notevole di chi nel 2019 aveva votato M5s si disperde nel non-voto; i flussi di voti da centrodestra a un candidato di centrosinistra (o viceversa) sono abbastanza limitati (e perlopiù equivalenti) nelle città del Nord (Alessandria, Monza, Parma) mentre sono molto accentuati in quella del Sud (Catanzaro).

"In tre delle quattro città considerate in questa analisi, il candidato di centrodestra ha visto diminuire i suoi voti (in valore assoluto). Anche senza stimare i flussi elettorali, è dunque evidente che vi è stata una scarsa capacità di (ri)mobilitazione del proprio elettorato – si legge ancora -. Il fatto che il fenomeno si verifichi in 3 delle 4 città esaminate", ma non solo, "rende plausibile l'ipotesi che la causa sia da ricercare non solo in dinamiche di tipo locale ma nasca anche da ragioni nazionali (ultimamente, le componenti di questa coalizione non hanno dato prova di grande coesione e sintonia comunicativa) o anche da una più accentuata propensione dell'elettorato di centrodestra a disertare le urne in occasione di competizioni elettorali considerate evidentemente (dagli stessi elettori) meno rilevanti".
"In generale, si osserva che, tra primo e secondo turno, in tutte le città considerate sia il polo di centrodestra sia quello di centrosinistra perdono voti verso l'astensione – si precisa -, ma la perdita risulta ovunque maggiore (a volte, molto maggiore) nella prima area politica. Anche per quanto riguarda la conquista degli elettori delle liste ‘eliminate' (che in alcuni casi, come Parma, costituiscono complessivamente un bacino di una certa rilevanza), i candidati di centrosinistra si sono dimostrati (nelle quattro città considerate) molto più performanti. È da notare infine che, nelle due città (Catanzaro e Parma) dove Fratelli d'Italia hanno corso da soli, i loro elettori al secondo turno si sono dimostrati in maggioranza ‘fedeli' alla coalizione di centrodestra. Infine, i passaggi da centrodestra a centrosinistra (o viceversa) risultano (prevedibilmente) di dimensioni contenute (anzi, talvolta sostanzialmente nulli): certamente, non è qui che si devono cercare i flussi decisivi per spiegare vittorie e sconfitte". 

L'analisi dei flussi elettorali città per città

A Monza l'affluenza è calata di circa dieci punti percentuali (dal 46,6% al 36,8%). Tra primo e secondo turno si sono inoltre ribaltate le gerarchie tra i candidati del centrodestra e del centrosinistra. Al primo turno era in testa Allevi (centrodestra). Al ballottaggio ha invece vinto Pilotto (centrosinistra). Il secondo turno di Alessandria presenta diverse similitudini con quello di Monza. Simile è stato il calo dell'affluenza (da 46,7 a 37,1%). Anche ad Alessandria il candidato di centrodestra (che era sindaco uscente) ha perso un po' di voti rispetto al primo turno: due settimane fa avevano votato per Cuttica di Revigliasco 13.805 cittadini, il 26 giugno lo hanno fatto 12.225. Anche nel comune piemontese, come a Monza, si è dunque verificato un ribaltamento di situazione rispetto al primo turno.

A Parma la vittoria netta di Guerra ha ribadito e ampliato quanto emerso dalle urne due settimane fa. Il calo dell'affluenza è stato piuttosto forte (oltre 12 punti percentuali, dal 51,8% al 39,2%). A Catanzaro il calo dell'affluenza è stato molto marcato, dal 65,9% al 42,3%.
Per quanto riguarda i i flussi invece, l'Istituto Cattaneo segnala che a Monza entrambi i poli hanno ceduto voti all'astensione ma per il centrodestra la perdita è stata più consistente. Ad Alessandria il quadro è piuttosto chiaro: il centrodestra ha subito perdite verso il non-voto maggiori di quelle del centrosinistra e il centrosinistra ha esercitato una più forte attrazione sul consistente bacino elettorale di Barosini, il "civico" che al primo turno aveva ottenuto il 14,6%.

A Parma le perdite verso il non-voto dei due candidati principali sono state meno consistenti che in altre città. Per quanto riguarda Catanzaro è interessante notare che, mentre l'originario bacino elettorale di Donato ha subito una pesantissima perdita verso il non-voto, il bacino elettorale del candidato di Fratelli d'Italia si è mostrato fedele al centrodestra in misura maggiore. Il 62% di chi aveva votato Wanda Ferro al primo turno ha poi scelto Donato al secondo. Fiorita ha avuto perdite molto limitate verso il non-voto ed è riuscito a vincere di larga misura la sfida sulla conquista del bacino elettorale dell'outsider Talerico, che al primo turno aveva avuto il 13,1%.

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