L'orario del coprifuoco cambierà, questo è certo, ma le tempistiche non sono ancora affatto scontate. Dopo la battaglia a colpi di ordini del giorno andata in scena alla Camera dei deputati, con successiva esultanza del centrodestra, il governo si è di fatto impegnato a rivalutare la misura nel mese di maggio. Né più né meno rispetto a quanto già previsto in precedenza, ovvero una sorta di "tagliando" delle misure già programmato tra due o tre settimane. Insomma, a prescindere da quanto accaduto in Parlamento, il governo ridiscuterà il coprifuoco a partire dalla metà di maggio. Per ora, nulla è deciso: la valutazione potrebbe portare a un'eliminazione, a posticiparlo semplicemente, a mantenerlo così com'è. Tutto dipenderà, ancora una volta, dai dati epidemiologici.

Il numero dei contagi, quante persone saranno in ospedale e quante in terapia intensiva. Le vittime di Covid-19 e soprattutto i vaccinati contro il virus. Saranno questi i parametri su cui si aprirà la discussione nel governo nelle prossime settimane, ha spiegato il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, a Skytg24: "L’impegno che il governo si è preso è quello di rivedere le norme sul coprifuoco la seconda o terza settimana di maggio sulla base dei dati dell’epidemia", ha confermato. Insomma, il coprifuoco resterà in vigore dalle 22 alle 5 del mattino, a prescindere dal colore della Regione, in tutta Italia almeno fino a metà maggio.

La modifica del coprifuoco potrebbe essere graduale, come ha suggerito ieri la ministra Gelmini: "Siamo pronti gradualmente ad alzare il coprifuoco alle 23, fino a toglierlo del tutto", ha annunciato collegandosi al Festival del Lavoro. Secondo la ministra forzista "il decreto contiene un meccanismo secondo il quale ogni 15 giorni c'è un'analisi sull'andamento dei contagi ma anche sull'andamento delle vaccinazioni". Quindi lo stop notturno potrebbe essere posticipato alle 23 già da metà maggio e poi essere accorciato ulteriormente fino a scomparire. "È chiaro che questo dipenderà non tanto e non solo dalla politica ma dai comportamenti di ciascuno di noi", ha precisato Gelmini. La scelta che ha fatto il governo Draghi è stata di riaprire il Paese "progressivamente e in sicurezza".