La questione va ormai avanti da mesi. Tra impegni e promesse, finora mai rispettati. Ora il libro del decreto sui proventi delle multe e sugli autovelox selvaggi si arricchisce di un nuovo capitolo: durante la discussione della manovra, infatti, è stato approvato un ordine del giorno con cui si impegna il governo a valutare l’opportunità di adottare il decreto sulla trasparenza dei proventi delle multe entro gennaio e quello sull’uso degli autovelox entro febbraio del 2020. L’ordine del giorno presentato da Simone Baldelli, deputato di Forza Italia che da anni chiede che questo provvedimento venga attuato, è stato approvato alle 2.55 della notte dall’Aula della Camera con 477 voti favorevoli, un contrario e sei astenuti. Nel testo dell’ordine del giorno si legge che l’obiettivo è quello di impegnareil governo a valutare opportunità di adottare entro il prossimo 31 gennaio 2020 il decreto ministeriale relativo alla trasparenza sull’impiego dei proventi derivanti dalle sanzioni per infrazioni al codice della strada, ed entro il 29 febbraio 2020 il decreto ministeriale sull’utilizzo degli autovelox”. Ora spetterà quindi al governo decidere se rispettare o meno l’impegno che il Parlamento gli ha chiesto di prendere.

Le nuove regole su proventi delle multe e autovelox

Il decreto è atteso da anni e avrebbe il compito di normare due diverse questioni. La prima è quella riguardante i proventi delle multe, ovvero come gli enti locali possono spendere i soldi provenienti dal pagamento delle sanzioni relative al codice della strada. L’obiettivo dello scorso governo, secondo l’ex ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, era quello di impiegarli obbligatoriamente per la manutenzione e la messa in sicurezza stradale. Ma l’impegno di Toninelli non ha poi avuto un seguito concreto.

Il secondo tema è quello degli autovelox selvaggi: il decreto dovrebbe avere il compito di mettere fine una volta per tutte all’impiego di dispositivi non segnalati. Secondo quanto dovrebbe prevedere questa norma si dovrebbe impedire agli enti come i Comuni di utilizzare gli autovelox per fare cassa, rendendo obbligatoria la segnalazione della presenza dei dispositivi. L’obiettivo, quindi, sarebbe quello di evitare multe salate per i cittadini che non vengono informati della presenza dei rilevatori.

L’interrogazione di Baldelli e la risposta di Lamorgese

Finora il decreto sui proventi delle multe e sugli autovelox è sempre stato considerato come un unico provvedimento formato da due allegati. Ma l’ordine del giorno approvato alla Camera prevede due differenti date perché il provvedimento verrà scorporato e diviso in due parti, come spiegato dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, durante il question time del 18 dicembre. In quell’occasione era stato sempre Baldelli a chiedere a Lamorgese che fine avesse fatto questo decreto, da mesi in attesa di approvazione.

Il ministro dell’Interno ha risposto al question time della Camera spiegando nel corso di una riunione tecnica della Conferenza Stato-Città ed autonomie locali del 24 ottobre è “emersa l’esigenza di proseguire i lavori” riguardanti il decreto, ma portando avanti solo la discussione sull’allegato A, quello relativo ai proventi delle multe. Per l’allegato B, sugli autovelox, è stata “prospettata l’opportunità di affrontare tale problematica con un separato decreto”, considerando la complessità dei contenuti. In sostanza, le due questioni verranno affrontate con due diversi decreti e non più con uno unico.

La Conferenza ha poi varato il 7 novembre una versione dello schema di decreto sui proventi delle multe ed è stato stabilito di separare i due provvedimenti. Per quanto riguarda la questione autovelox, Lamorgese ha ricordato un decreto del luglio 2017 che ha diramato “le direttive per il corretto impiego” dei dispositivi, mentre per la questione delle multe ha sottolineato come la Conferenza abbia espresso parere favorevole al provvedimento, arrivato poi al Viminale. Lamorgese ha quindi preso l’impegno per una “rapida definizione” della norma.