Se si andasse a votare oggi con la nuova legge elettorale e con l’applicazione del taglio dei parlamentari Lega e Fratelli d’Italia avrebbero la maggioranza assoluta alla Camera. Da soli. Senza neanche la necessità di ricorrere ai voti dei deputati di Forza Italia per governare. La simulazione effettuata da Ipsos per il Corriere della Sera evidenzia cosa succederebbe se si andasse a votare oggi per il rinnovo della Camera dei deputati considerando sia la riforma che taglia il numero dei parlamentari (a marzo si terrà il referendum) che il testo base della nuova legge elettorale, il Germanicum o Brescellum.

Cosa succederebbe alla Camera con il Germanicum

I dati considerati sono quelli dei sondaggi Ipsos di dicembre e gennaio e sulla base di quelle cifre Lega e Fratelli d’Italia conquisterebbero 205 seggi: avrebbero quindi la maggioranza alla Camera ricordando che il numero di deputati scenderebbe da 630 a 400. Il nuovo sistema elettorale – va evidenziato – è un proporzionale con la soglia di sbarramento al 5%, secondo quanto previsto dalla prima bozza del testo. Con questi dati il centrodestra avrebbe 234 seggi su 400, così distribuiti: 149 per la Lega, 56 per Fdi e 29 per Forza Italia. Il secondo gruppo alla Camera sarebbe il Pd, con 96 deputati. Più indietro il Movimento 5 Stelle, a quota 65. Insieme – le due principali forze dell’attuale maggioranza – arriverebbero a 161 seggi. A cui aggiungere i 3 deputati di Italia Viva. Numeri non sufficienti per governare, dunque. Per quanto riguarda il partito di Matteo Renzi i tre parlamentari verrebbero eletti grazie al diritto di tribuna, riservato a quei partiti che non superano il 5% nazionale ma che almeno in due regioni e tre circoscrizioni hanno il numero di voti necessari per ottenere il seggio. In Parlamento sparirebbe invece Leu.

Le conseguenze del Germanicum, la nuova legge elettorale

L’applicazione del Germanicum sui sondaggi comporta qualche conseguenze in parte imprevista. Pur trattandosi di un sistema puramente proporzionale, l’alta soglia di sbarramento renderebbe in realtà il sistema favorevole e particolarmente premiante per alcune forze politiche. In questo caso lo dimostrano i dati di Lega e Fdi, che insieme otterrebbero il 44% dei voti. Ma, approfittando della mancata elezione dei deputati dei partiti più piccoli (ma che comunque, messi insieme, raccolgono una buona fetta di voti), raggiungerebbero il 51% dei seggi della Camera. Una sorta di premio di maggioranza involontario, insomma. Nando Pagnoncelli, presidente Ipsos, commenta: “In questo quadro l’effetto maggioritario si traduce anche nella presenza di solo sei forze politiche in Parlamento più l’Svp. Il che non è esattamente in linea con le aspettative degli elettori che in questa fase stanno premiando più forze politiche anche quelle con valori nettamente inferiori ai 5%. Un meccanismo che potrebbe indurre un’aggregazione tra forze contigue con le consuete incognite sulle reazioni dell’elettorato”.  Per esempio quelle alla sinistra del Pd (con i dem o tra di loro) o quelle più tendenti al centro, come Italia Viva, Azione di Carlo Calenda e +Europa.