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“Chi precetta uno sciopero mette in discussione la Costituzione”: Bombardieri attacca Salvini

“La proclamazione di uno sciopero avviene nel rispetto delle regole e qualsiasi atto di precettazione significa per noi mettere in discussione la Costituzione”: lo dice il segretario generale della Uil, che attacca così Matteo Salvini dopo la precettazione per lo sciopero previsto (almeno inizialmente) domani nel trasporto pubblico locale.
A cura di Annalisa Girardi
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Chi precetta uno sciopero sta mettendo in discussione la Costituzione. Lo dice il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, commentando la precettazione di Matteo Salvini per lo stop al settore del trasporto pubblico locale inizialmente previsto per domani, venerdì 29 settembre, e convocato dalla Unione sindacale di base. Una decisione, quella del leader della Lega, che aveva innescato subito le polemiche tra i sindacati. Ora Bombardieri attacca: "Vorrei ricordare che in questo Paese lo sciopero è regolamentato in modo abbastanza rigido, tale da garantire servizi essenziali e fasce di garanzia. Quindi la proclamazione di uno sciopero avviene nel rispetto delle norme e delle regole e qualsiasi atto di precettazione significa per noi mettere in discussione gli articoli della Costituzione che permettono lo sciopero".

Il riferimento è all'articolo 40 della Costituzione, che proclama il diritto di sciopero. "Tra l'altro, siccome chi fa lo sciopero lo fa per rivendicare diritti e per il rinnovo dei contratti – e ricordo che gli scioperi i lavoratori li pagano – in tutto questo mi chiedo se il governo quando fa atti di precettazione compia qualche atto analogo nei confronti delle controparti che non vogliono rinnovare i contratti, perché a pagare sono sempre i lavoratori", aggiunge Bombardieri a margine del congresso confederale di Uil Lombardia a Milano.

Rimane quindi la tensione tra sindacati e ministro dei Trasporti. Usb aveva convocato lo sciopero del trasporto pubblico locale per tutta la giornata di domani, ma con la precettazione questo era stato ridotto a quattro ore. "Ai lavoratori non bastano quattro ore per rivendicare i propri diritti", aveva quindi scritto in una nota Usb, decidendo di spostare lo sciopero al prossimo 9 ottobre, mantenendolo in quella giornata di 24 ore: "Lo sciopero del 29 settembre 2023 di 24 ore lo posticipiamo al 9 ottobre 2023 sempre di 24 ore, per permettere a tutti gli autoferrotranvieri di poter scendere in piazza e manifestare il loro dissenso".

Da parte sua, Salvini aveva invece spiegato: "Ho ritenuto doveroso intervenire perché i diritti dei lavoratori vengono prima di tutto e di tutti. Siccome il governo sta preparando una legge di bilancio che metterà miliardi di euro per aumentare stipendi e pensioni, non potevo, da ministro dei trasporti, accettare che venerdì milioni di lavoratori e di studenti rimanessero a piedi tutto il giorno e tutta la sera".

Per domani era stato convocato anche uno sciopero del settore aereo. Salvini ha però annunciato stamattina su X che anche quello è stato spostato al 9 ottobre: "Non solo il trasporto pubblico locale, anche lo sciopero del settore aeroportuale – inizialmente previsto questo venerdì per 24 ore che avevamo ridotto a 4 – sarà spostato al 9 ottobre. Una buona notizia per tanti lavoratori e studenti. Ribadisco che l’ascolto, il dialogo e il diritto allo sciopero sono e rimangono fondamentali, ma serve anche buonsenso e senso di responsabilità da parte di tutti, senza danneggiare e lasciare a piedi i cittadini".

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