Chi deve rinnovare l’ISEE a gennaio 2026 per non perdere i bonus e come farlo con le nuove regole

È il momento di rinnovare il proprio Isee per il 2026. Quello dello scorso anno, infatti, non è più valido dal 31 dicembre. Per molti bonus c'è un certo margine di tempo (fino a fine febbraio, ad esempio, per l'Assegno unico e universale), ma resta il fatto che ad oggi chi non ha rinnovato l'Isee risulta ‘scoperto' in caso di eventuali richieste di sostegni e incentivi.
Con la manovra 2026 è cambiato il calcolo dell'indicatore, che premierà di più i proprietari di casa e le famiglie numerose. Il calcolo si può richiedere dal portale dell'Inps, anche con la modalità precompilata che ha già diverse informazioni inserite in automatico, oppure tramite un Caf. Non è ancora in vigore, ma è attesa nelle prossime settimane, la novità che permetterà di non inviare più l'Isee quando si richiede un bonus.
Come rinnovare l'Isee 2026: le istruzioni Inps
Il rinnovo dell'Isee 2026 si può effettuare in autonomia. Basta andare sul portale Inps dedicato, accedere con Spid o Carta d'identità elettronica e seguire le indicazioni. In alternativa ci si può rivolgere a un Caf, che richiederà la documentazione necessaria.
Il primo passaggio necessario sarà ottenere la Dsu, o Dichiarazione sostitutiva unica. Questa contiene tutte le informazioni necessarie per calcolare la situazione economica di una persona.
La Dsu può essere precompilata, e anzi questa è la modalità prioritaria per il calcolo dell'Isee. Questa semplifica i controlli dell'Istituto, ma è anche più comoda per gli utenti, perché contiene già diverse informazioni prese da banche dati ufficiali.
Da quest'anno nella precompilata ci sono anche i dati dell'Anagrafe nazionale della popolazione residente e del Pubblico registro automobilistico, perciò i dati sulla residenza, il numero di persone conviventi e le eventuali auto di proprietà ci sono già. In più, sono calcolati in automatico gli eventuali titoli di Stato o libretti e buoni postali che possono essere esclusi dal calcolo dell'Isee, fino a un massimo di 50mila euro.
Vale la pena di ricordare che l'Isee viene misurato sempre sulla situazione di due anni prima. Ovvero, l'Isee 2026 si calcola sui redditi del 2024 e sul patrimonio al 31 dicembre 2024. Se nello scorso anno si è vissuta una situazione particolare, come la perdita del lavoro o un cambiamento del nucleo familiare, si può chiedere invece il cosiddetto Isee corrente, che si calcola sul 2025.
Come cambia l'Isee 2026 rispetto agli scorsi anni e chi ci guadagna
Le nuove regole per la misurazione dell'Isee sono già in vigore, come l'Inps ha comunicato con una circolare. Attenzione: queste agevolazioni si applicano solo per la richiesta di alcune misure specifiche. Si tratta di Assegno di inclusione, Supporto formazione e lavoro, Assegno unico e universale, Bonus asilo nido e Bonus nuovi nati. Se si calcola l'Isee per richiedere, per esempio, una borsa di studio, si userà ancora il vecchio sistema.
La prima novità riguarda solo i proprietari di casa. Fino all'anno scorso, il valore della prima casa veniva escluso dal calcolo dell'Isee fino a un valore catastale di 52.500 euro. Il valore catastale, va ricordato, è spesso due o tre volte più basso di quello di mercato.
Da quest'anno la soglia si alza. La prima casa sarà esclusa fino a un valore di 91.500 euro, con un ulteriore rialzo di 2.500 euro per ogni figlio convivente oltre il primo. Tetto fissato anche più in alto, a 120mila euro, per chi risiede in un Comune che fa capo a una città metropolitana, ovvero: Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino, Venezia.
In più, è cambiata la scala di equivalenza. Questo significa che i figli dal secondo in poi avranno un ‘peso' maggiore e l'Isee risulterà più basso rispetto allo scorso anno per le famiglie numerose.
Quali bonus sono a rischio senza Isee rinnovato
Moltissimi bonus richiedono di avere un Isee aggiornato. In più, ci sono misure che vanno rinnovate di anno in anno e per farlo serve che l'indicatore della situazione economica sia valido. È il caso, ad esempio dell'Assegno di inclusione e del Supporto formazione e lavoro: per questi, da febbraio l'erogazione degli assegni si fermerà se non c'è un Isee in corso di validità per il 2026. Successivamente sarà poi possibile recuperare gli arretrati se ci si mette in regola.
Come tutti gli anni c'è anche una scadenza per l'Assegno unico e universale. Entro il 28 febbraio bisognerà avere un Isee aggiornato. Altrimenti, si continuerà a ricevere la misura ma con l'importo minimo, non quello a cui si avrebbe diritto. Se si procede al rinnovo entro il 30 giugno si potranno ancora ricevere gli arretrati, altrimenti quei soldi andranno persi. Ancora, il bonus sociale luce e gas per le bollette è valido solamente se c'è un Isee 2026, quindi conviene aggiornarlo prima che arrivino fatture dell'energia più alte del solito.