L’ex presidente del Consiglio e leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, chiede una riforma della Rai. Un intervento che arriva su Facebook dopo la polemica sul concerto del primo maggio sulle parole pronunciate da Fedez e sulla richiesta di rivedere le sue dichiarazioni sul palco. “Questo è il momento giusto per riformare la Rai e sottrarla alle ingerenze della politica. Buona parte delle forze politiche rappresentate in Parlamento appoggiano il Governo in carica e questo può agevolare un clima di confronto costruttivo e una convergenza su un progetto riformatore”, afferma Conte. Che prosegue: “Tutte le forze devono concorrere a compiere l’unica, vera rivoluzione utile a migliorare, anzi a salvare, il servizio pubblico. Un servizio pubblico ormai intriso di decenni di prassi e abitudini che vanno rimosse. Un servizio pubblico ormai incrostato che ci obbliga a operare una coraggiosa ricostruzione. È una questione centrale, che riguarda la nostra democrazia”.

Secondo l’ex presidente del Consiglio “la riforma del 2015 non si è rivelata adeguata. Io stesso devo ammettere di non essere riuscito, durante gli anni in cui sono stato al governo, a incidere sino al punto di promuovere una pur necessaria riforma. Dobbiamo riconoscere tutti, senza ipocrisie, che non potranno essere nuovi nomi a salvare la Rai dagli antichi vizi. La nuova Rai deve sorgere su pilastri diversi. E la politica, con tutto il rispetto, deve restare fuori dalla porta. Se non riformiamo a fondo la governance non realizzeremo mai le premesse per operare l’auspicata rivoluzione”. Per questi motivi, secondo il leader del M5s, “l’intervento più radicale impone di istituire una Fondazione che offra le necessarie garanzie di autorevolezza e pluralismo e diventi l’azionista di riferimento della Rai”.

Conte apre però anche a un obiettivo diverso: “Se non riusciamo a convergere su questa premessa che almeno si discuta la proposta di legge del Movimento 5 Stelle che è già sul tavolo, che prevede, tra le altre cose, l’impossibilità di far parte del cda della Rai per chi ha ricoperto incarichi politici e di governo negli anni precedenti; una prima selezione con avviso pubblico di Agcom e, tra gli idonei, l’individuazione tramite sorteggio; il divieto di rinnovo della carica; l’incompatibilità per i consiglieri con qualsiasi altro incarico pubblico o privato. Misuriamoci subito su questo tema. Confrontiamoci con tutte le forze politiche su questo punto. Dobbiamo una risposta urgente. Agli italiani”.