La tassa sulle auto aziendali è stata cancellata dalla manovra. Ad annunciarlo è il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, con un post su Facebook. "Nei giorni scorsi ci hanno accusato di essere sfasciacarrozze perché chiedevamo di cancellare provvedimenti sbagliati come l’aumento delle tasse sulle auto aziendali. Adesso che questa misura sbagliata è stata cancellata potremmo toglierci tanti sassolini dalle scarpe e chiedere che fine hanno fatto quelli che una settimana fa ci insultavano. Ma Italia Viva è nata per risolvere problemi, non per fare polemiche. E adesso possiamo dire che la tassa sulle auto aziendali non ci sarà. Avanti così!", ha scritto l'ex presidente del Consiglio.

Già questa mattina era trapelata la notizia di una possibile eliminazione della tassa sulle auto aziendali: si era parlato di una sforbiciata del 50% sull'imposta o addirittura, come Renzi rivela essere accaduto, di una cancellazione totale della stessa dalla manovra.

Ieri erano scattate le polemiche fra le forze di maggioranza per la questione delle tassazioni previste in manovra. "La nostra battaglia contro l'aumento delle tasse non è una impuntatura. È da sempre un impegno preciso a favore delle famiglie e delle imprese italiane, che ha caratterizzato tutta la nostra precedente azione di politica economica", aveva scritto Renzi nella sua Enews. "Tutti sono a parole contro le tasse. Italia Viva è l'unico partito che oltre a essere contro le tasse, indica dove trovare le coperture. Mi sembra un modo molto saggio: i nostri non sono slogan ma impegni precisi", aveva poi aggiunto il leader di IV.

Il segretario dem Nicola Zingaretti ha risposto a Renzi, affermando: "Giusto che tutti portino il contributo in un'alleanza, il problema è se porti idee per costruire provvedimenti o per logorare e criticare. Aprire una polemica su una manovra sottoscritta da tutti è un'operazione di basso livello che gli italiani giudicheranno. Combatto anche per Renzi, se pensa che alimentare le polemiche aumenti il consenso si sbaglia".

Zingaretti ha anche lanciato una sorta di ultimatum alla maggioranza: "Non starò zitto su questo: si può governare insieme da alleati, non si può governare insieme da nemici perché quando si governa da nemici c'è un prevalere di interessi particolari che danneggia la qualità del governo e su questo non siamo disponibili. Ci sono troppe polemiche. Noi abbiamo preso l'Italia in una situazione drammatica, con tanti litigi, tanti debiti, senza proposte, con la valanga dei 23 miliardi dell'Iva. Questa finanziaria ha cominciato a rimettere un po' di soldi in tasca agli italiani, ha eliminato il rischio dell'Iva, ha tolto il superticket, però tutti i giorni si litiga e questo non va bene perché abbiamo promesso agli italiani di dare una speranza contro l'odio".