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Calenda rompe l’alleanza con Renzi: “Italia viva se ne vada dal gruppo parlamentare quando gli pare”

Carlo Calenda ha detto che il gruppo parlamentare di Azione e Italia viva “si separerà” probabilmente, e che i senatori di Iv possono andarsene “quando gli pare”. Rompendo i legami con Matteo Renzi, Calenda ha rivendicato che saranno gli ex alleati a dover creare un nuovo gruppo.
A cura di Luca Pons
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Dopo mesi di tensioni più o meno esplicite, è arrivata un'altra rottura tra Azione e Italia viva. I due partiti rappresentati rispettivamente da Carlo Calenda e Matteo Renzi, che nei primi mesi della legislatura erano stati alleati ed erano sembrati vicini a diventare uno schieramento unico con un nuovo nome, si separeranno. O almeno, si separeranno i loro gruppi parlamentari in Senato. La richiesta è arrivata proprio da parte di Carlo Calenda, intervenuto su Rai 3 alla trasmissione Agorà Estate.

"Credo che il gruppo parlamentare con Italia Viva si separerà, lo ha detto Renzi. Ormai siamo due partiti separati, non ho più voglia di mettermi a discutere e litigare", ha affermato Calenda. I parlamentari di Italia viva "faranno la loro strada e alle europee e noi faremo la nostra, si confronteranno con il consenso come faremo noi".

Una rottura definitiva, insomma, che sbarra la strada anche alla possibile alleanza per le elezioni europee di giugno 2024. Anche se sul piano politico la distanza non è mai stata così grande, per la separazione vera e propria i tempi non sono chiari. "Dipende da loro", ha detto Calenda. "Siccome quei gruppi sono stati eletti con un logo, con un simbolo con il mio nome, io non posso andarmene via, lo possono fare loro. Devono decidere loro, lo facessero quando gli pare".

A contribuire a questo ultimo scontro, oltre alla distanza sulla proposta di salario minimo – che Calenda ha appoggiato mentre Renzi ha rifiutato – c'è anche il caso dei parlamentari a cena con la ministra Santanchè. Alcuni esponenti di Italia viva la settimana scorsa sono stati visti a cena nel noto locale Twiga, che era di proprietà di Daniela Santanchè. Ma soprattutto, tra gli invitati a cena c'era proprio la ministra, al centro di uno scandalo che aveva portato alla richiesta di dimissioni da parte delle opposizioni.

Nei giorni successivi, Matteo Renzi aveva difeso i suoi: "A me di dove vanno a cena non me ne può fregare di meno. Chi immagina di imbastire una polemica sulle cene ma quello che facevano i grillini della prima stagione". Oggi Calenda ha replicato: "A me non frega niente di dove vanno a cena i compagni di Renzi, mi interessa se vanno a cena con un ministro di cui si chiedono le dimissioni, così i cittadini non capiscono niente".

La replica da Italia viva è arrivata per via informale: fonti del partito ci hanno tenuto a precisare che il gruppo parlamentare non porta il nome di Calenda. "A differenza di quanto affermato da Calenda ad Agorà il gruppo non ha il nome di Carlo Calenda. Il gruppo di cui Calenda fa parte assieme a altri nove senatori si chiama Azione-ItaliaViva-Renew Europe", hanno fatto sapere.

Un'informazione facilmente verificabile: il nome ufficiale del gruppo non contiene un riferimento a Calenda. Quindi a livello formale non c'è una priorità di qualche tipo di Azione nei confronti di Italia viva. Calenda parlava invece del logo della coalizione che si trovava sulle schede elettorali alle ultime elezioni politiche. Qui, metà del logo era occupato dai simboli di Azione e Italia viva, mentre l'altra metà riportava il cognome di Calenda.

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