Bonus caregiver, chi può ottenere fino a 400 euro al mese e da quando: come fare domanda

Il via libera al bonus caregiver fino a 400 euro arrivato dal Consiglio dei ministri a metà gennaio è solo il primo passo. La misura, rivolta a chi si prende cura dei propri cari con gravi problemi di salute ed è in condizioni economiche difficili, difficilmente avrà il via prima del prossimo anno. Ecco cosa sappiamo finora sui requisiti – Isee fino a 15mila euro, ma non solo – e le modalità per ottenere il sostegno, una volta che il ddl sarà diventato legge.
Chi può ottenere il bonus caregiver ad 400 euro al mese
Il bonus caregiver, come suggerisce il nome, è pensato per quelle persone che dedicano il loro tempo alla cura dei familiari o dei conviventi in gravissime situazioni di salute, senza guadagnarci. In altre parole, chi "assiste, in ambito domestico e a titolo gratuito, congiunti con disabilità o non autosufficienti", come ha spiegato il governo nel comunicato stampa con cui ha annunciato il disegno di legge. Può trattarsi quindi di un coniuge, un parente, o anche solo una persona che ha la residenza nella stessa abitazione.
Per rientrare nella platea dei beneficiari del bonus, è necessario non avere un lavoro a tempo pieno e garantire almeno 91 ore a settimana di assistenza – cosa che deve essere certificata dai servizi sociosanitari. Si parla, quindi, di situazioni specifiche di persone che dedicato gran parte della loro vita all'assistenza.
Questo non basta. La persona che riceve la cura deve essere titolare dell'indennità di accompagnamento e deve avere una disabilità gravissima. Legalmente, questo significa che deve trattarsi di una persona non autosufficiente, che ha bisogno di assistenza 24 ore su 24 e che non potrebbe vivere senza.
In ultimo, ci sono i requisiti economici. La famiglia deve avere un Isee che non supera i 15mila euro. In più, la persona che riceve il bonus deve avere un reddito al di sotto dei 3mila euro all'anno. Come detto, la misura è rivolta a una platea molto specifica.
Quando avrà il via il bonus: le prossime tappe
La questione più pressante è quando si potrà effettivamente ricevere il bonus caregiver fino a 400 euro al mese. I tempi non sono brevi. Il governo il 12 gennaio ha approvato un disegno di legge, e il 6 febbraio l'ha presentato ufficialmente alla Camera. L'iter, però, è solo all'inizio. Il testo dovrà essere assegnato alla commissione che se ne deve occupare, poi andrà discusso. I parlamentari potranno proporre modifiche e miglioramenti. Una volta conclusi questi lavori l'Aula della Camera voterà e quel punto il ddl passerà al Senato, dove la procedura si ripeterà.
Peraltro, anche una volta che il testo sarà diventato legge, serviranno altri passaggi. Il governo dovrà varare dei decreti attuativi, che servono appunto per mettere in atto concretamente la legge, dando le indicazioni specifiche su come funzionano le varie misure.
Non c'è una tabella di marcia ufficiale, ma un indizio è nel testo del ddl. Sono stati stanziati 257 milioni di euro per la misura, ma solo a partire dal 2027. Il governo, quindi, non prevede che i bonus saranno erogati prima del prossimo anno.
Come fare domanda
Anche se non è ancora certo quando il bonus avrà il via, ci sono delle indicazioni su come, in futuro lo si potrà richiedere. Per prima cosa nascerà un registro informatico dei caregiver familiari, a cui ci si dovrà registrare inserendo tutte le informazioni necessarie.
Una volta ottenuto il ‘certificato' da caregiver, si potrà fare la domanda vera e propria per il bonus. Si presume che ci sarà una procedura online gestita dall'Inps, e che in alternativa si potrà fare ricorso a patronati o uffici territoriali dell'Inps per farsi aiutare. Se tutto procede liscio, queste procedure potrebbero avere il via anche prima della fine di quest'anno.
Quando i pagamenti inizieranno, saranno su base trimestrale. L'importo massimo previsto è di 400 euro al mese, dunque si tratterebbe di rate trimestrali da 1.200 euro. Per chi ne beneficia, i soldi del bonus caregiver non avranno effetto sull'Isee. Dunque, si potranno continuare a richiedere altri sostegni sociali senza che di colpo il proprio indicatore della situazione economica aumenti.