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Bonus Anziani 2026, confermato il contributo per gli over 80 non autosufficienti: requisiti, importi e come fare domanda

Il Bonus anziani resta attivo fino al 31 dicembre 2026 e si rivolge a chi ha più di 80 anni, in condizioni di grave non autosufficienza e con redditi bassi. Ecco come funziona, a chi spetta e quali spese possono essere coperte.
A cura di Francesca Moriero
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In un Paese che invecchia sempre più rapidamente, il tema dell'esistenza agli anziani non autoufficeitni è diventato sempre più centrale, non solo sul piano sociale ma anche su quello economico. Famiglie spesso lasciate sole, costi di cura elevatissimi e un equilibrio tra pensioni e welfare che fatica sempre più a reggere rendono necessario un intervento strutturato. È in questo contesto che si inserisce il Bonus Anziani, conosciuto ufficialmente come Prestazione Universale, una misura pensata per sostenere le perone con più di 80 anni che si trovano in condizioni di grave autosufficienza e con risorse economiche limitate. Il contributo, introdotto con il cosiddetto Decreto Anziani, resterà attivo fino al 31 dicembre 2026, rappresentando uno degli strumenti più significativi a supporto dell'assistenza continuativa nella fase più delicata della vita.

A chi è destinato il Bonus anziani

L'accesso al Bonus anziani (Prestazione Universale) è riservato a una platea ben definita e non automatica. Per ottenerlo, è infatti necessario soddisfare tutti i requisiti previsti dalla normativa. In primo luogo, il richiedente deve aver compiuto almeno 80 anni. A questo si aggiunge la condizione di disabilità gravissima o di bisogno assistenziale continuo, così come definito dal Decreto Ministeriale del 26 settembre 2016, che individua i casi in cui è indispensabile un supporto costante nelle attività quotidiane.
Fondamentale è anche il requisito economico: l'ISEE non deve superare i 6mila euro.

In questo contesto, ai fini della valutazione reddituale, l'INPS consente una certa flessibilità, accettando sia l'ISEE ordinario sia l'ISEE sociosanitario con nucleo ristretto, una scelta che amplia così le possibilità di accesso soprattutto per chi vive in contesti familiari complessi.

Un sostegno che si aggiunge all'indennità di accompagnamento

Uno degli aspetti più rilevanti della misura è che la Prestazione Unica non sostituisce l'indennità di accompagnamento ma la integra. Cosa significa? L'obiettivo dichiarato è quello di rafforzare il sostegno economico per chi ha bisogno di assistenza 24 ore su 24, una condizione che porta spese molto spesso insostenibili per le famiglie. L'importo complessivo può qui arrivare fino a 1392 euro al mese, grazie alla somma tra l'indennità di accompagnamento e un assegno di assistenza pari a 850 euro mensili, erogato separatamente. Questa quota aggiuntiva sarebbe pensata proprio per coprire i costi legati alla cura, dal personale dedicato ai servizi di supporto.

A cosa serve l'assegno di assistenza di 850 euro

È importante sottolineare che l'assegno di assistenza non è un contributo libero ma vincolato a spese precise. Le risorse possono essere utilizzare per retribuire lavoratori domestici impiegati nell'assistenza alla persona per almeno 15 ore settimanali, purché il rapporto di lavoro sia regolare e conforme ai contratti collettivi nazionali. In alternativa, o in aggiunta, il contributo può servire per acquistare servizi di cura e assistenza forniti da imprese o professionisti qualificati operanti nel settore dell’assistenza sociale non residenziale, nel rispetto della programmazione regionale e locale. La finalità sarebbe quella di garantire qualità, tracciabilità e tutela sia per l'anziano sia per chi presta assistenza.

Quali servizi rientrano nel bonus

I servizi finanziabili con l'assegno di assistenza si concentrano su due grandi aree. Da un lato c'è l'area socioassistenziale, che comprende attività come la cura e l'igiene personale, il servizio di lavanderia, la preparazione o la consegna dei pasti a domicilio, l'aiuto nella gestione della casa, l'accompagnamento a visite e commissioni, fino al supporto per il disbrigo delle pratiche amministrative. Dall'altro lato c'è l'area sociale, cioè quella che punta a contrastare isolamento e fragilità relazionale, attraverso servizi di sostegno alle relazioni sociali, al mantenimento delle abilità pratiche, al supporto psicologico ed educativo, oltre a strumenti di telesoccorso e teleassistenza.

Come presentare la domanda all'INPS

La domanda per la Prestazione Universale può essere presentata direttamente online, accedendo al sito dell'INPS e selezionando il servizio dedicato al Decreto Anziani. In alternativa, è possibile farsi assistere dai patronati.

Il questionario sul bisogno assistenziale

Durante la compilazione della domanda sarà poi obbligatorio compilare un questionario finalizzato sostanzialmente a certificare il bisogno assistenziale gravissimo. verranno richieste informazioni sulla condizione dell'anziano, sul livello di autonomia residua e sull'organizzazione dell'assistenza già in atto. Tutti elementi che consentiranno all'INPS di valutare in modo complessivo la situazione del richiedente e del suo nucleo familiare.

La documentazione delle spese

Per ottenere e mantenere la quota integrativa della Prestazione Universale è indispensabile documentare tutte quante le spese sostenute. Contratti di lavoro, fatture e ricevute devono essere caricati online secondo le indicazioni dell'Istituto. La mancanza della documentazione può comportare la perdita del diritto all'assegno di assistenza, rendendo questo passaggio uno dei più delicati dell'intera procedura.

Le scadenze

Un'altra cosa da non sottovalutare sono le tempistiche. Una volta accolta la domanda, la documentazione richiesta deve essere trasmessa entro 30 giorni dalla comunicazione dell'INPS. Anche negli anni successivi sono previste verifiche periodiche. Il mancato rispetto delle scadenza può infatti portare alla sospensione o addirittura alla revoca della quota aggiuntiva della prestazione.

Cosa succede in caso di decesso del beneficiario

In caso di morte dell'anziano, l'INPS ha chiarito anche qui le modalità id pagamento delle somme maturate ma non ancora erogate. Per la parte fissa, cioè quella equivalente all'indennità di accompagnamento, valgono le regole già in vigore per il pagamento agli eredi. Diverso è invece il discorso per l'assegno di assistenza da 850 euro: in questo caso, prima della liquidazione degli arretrati, i familiari che ne avranno diritto dovranno presentare la documentazione che dimostri le spese effettivamente sostenute. Solo dopo l'invio telematico della domanda e dei giustificativi sarà possibile procedere al pagamento.

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