Andrea Carletti (Facebook).
in foto: Andrea Carletti (Facebook).

"Con calma e con gradualità riprenderò il cammino in Comune interrotto lo scorso 27 giugno, lo farò anche per tutti quelli che alle ultime elezioni mi hanno espresso la fiducia". Lo ha annunciato il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, che da oggi può riprendere il suo incarico al Comune, dopo la sentenza della Cassazione che ha revocato per lui l'obbligo di dimora.

Carletti è ancora indagato nell'ambito dell'inchiesta ‘Angeli e demoni', sul caso dei presunti affidi illeciti, per abuso d'ufficio e falso per l’affidamento di locali per la cura di minori: i giudici hanno però stabilito che non c'erano le condizioni per arrestarlo e infliggere la misura cautelare dell'obbligo di dimora nella sua casa di Albinea. Carletti era stato stato sospeso dal ruolo di sindaco dopo la decisione del prefetto, e si era autosospeso dal Partito Democratico, di cui faceva parte.

Ora il primo cittadino del comune in provincia di Reggio Emilia ha affidato ai social le sue dichiarazioni: "Da domani ritornerò al silenzio, non perché non abbia delle cose da dire, anzi, ma per il doveroso rispetto di chi sta ancora conducendo le indagini e soprattutto delle famiglie e dei minori coinvolti".

Poi si è sfogato così: "27 giugno-3 dicembre 2019 un periodo che difficilmente dimenticherò, durante il quale ho toccato da vicino il significato vero, profondo della parola libertà".

Il "giorno dopo una delle tante serate trascorse in Comune vieni svegliato, e in poche ore, dalle Alpi alla Sicilia diventi il mostro, l'orco di Bibbiano. La tua pagina Facebook è sommersa da insulti e minacce di morte rivolte non solo a te ma alla tua famiglia, a tuo figlio. Insulti e minacce di morte che riempiono anche le pagine social di ‘autorevoli' figure istituzionali a livello nazionale".

"Il procuratore Mescolini il giorno dopo, in occasione della conferenza stampa, chiarisce la mia posizione, ma la verità sembra interessare a pochi. Ormai la macchina del fango è partita: un mix di falsità, odio, ignoranza, ipocrisia con tanti obiettivi ma non sicuramente quello della verità e del bene dei minori". Insomma "dopo pochi giorni la sentenza di condanna era già stata emessa: i vili barbari del web chiedevano ‘in nome del popolo' il pubblico linciaggio degli indagati, sindaco in testa, se poi il sindaco è del Pd ancora meglio".

Dunque "è stata dura, durissima reggere un clima così pesante, così violento, è stata una sofferenza incredibile vedere ogni giorno gli attacchi indegni di un paese civile nei confronti dei bibbianesi, della comunità di Bibbiano. Ma la consapevolezza di avere sempre operato con onestà e correttezza e il sostegno di tanti bibbianesi, di tantissime persone, della mia comunità politica e la straordinaria reazione della mia giunta e dell'intero Consiglio comunale, mi hanno dato la forza per non mollare".

Carletti ha concluso così: "Lo so è solo un primo passo, ma riassaporare dopo 5 mesi il gusto della libertà è una sensazione indescrivibile. Affronterò, insieme ai miei avvocati, che ringrazio, le prossime fasi giudiziarie come ho sempre fatto dall'inizio, a schiena dritta e con piena fiducia di veder presto riconosciuta la mia estraneità rispetto alle presunte irregolarità amministrative che mi vengono contestate".