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Berlusconi e Salvini scaricano Maroni: per lui “nessun ruolo” a Roma

Dopo la decisione di non ricandidarsi, Maroni si era detto disponibile a un “ruolo” nella prossima legislatura. Sia Berlusconi che Salvini non sembrano essere d’accordo.
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A cura di Redazione
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UPDATE "Ribadisco quello che ho detto ieri, ho deciso di non ricandidarmi per ragioni personali e ho dato la mia disponibilità, ma non ho chiesto e non chiedo nulla, non pretendo nulla, non mi candido a nulla, se non a una nuova vita". Con queste parole Roberto Maroni ha smentito l'interesse a ottenere un ruolo pubblico nell'ambito della politica romana e ribadito l'itenzione di rimanere a disposizione, nonostante non esista alcun accordo per un ministero o un premierato con il centrodestra.

Nell’annunciare la sua volontà di non ricandidarsi nuovamente alla Regione Lombardia, Roberto Maroni aveva lasciato chiaramente intendere di essere disponibile a ricoprire un ruolo politico nazionale. "Decisione che ho preso per motivazioni personali, non c'entrano la salute né altre questioni, per la quale chiedo rispetto", aveva chiarito il governatore della Lombardia, aggiungendo però di essere "a disposizione se qualcuno dovesse pensare che possa essere utile", in vista dell'imminente ritorno alle urne.

A poche settimane dalle elezioni politiche, dunque, la mossa di Maroni è stata interpretata come un tentativo di sparigliare il campo, offrendo alla coalizione di centrodestra “un altro nome”, sia per Palazzo Chigi che per un ministero di peso, nel caso in cui dalle urne si configurasse una maggioranza in entrambi i rami del Parlamento.

Non la pensano così, al momento, né Silvio Berlusconi né Matteo Salvini. Il Cavaliere, ospite della trasmissione radiofonica Circo Massimo, ha negato che Maroni possa essere un nome spendibile per Palazzo Chigi: “Lo escludo nella maniera più assoluta: se ha questi motivi personali, queste ragioni familiari che lo hanno spinto a scegliere di non candidarsi nella sua regione è assolutamente impensabile che si possano ipotizzare per lui dei ruoli politici e tantomeno nel governo futuro”.

Salvino, intervistato da AffariItaliani, è stato ancora più netto: “Se lasci Regione Lombardia, che è il terzo motore d'Europa con 10 milioni di abitanti, è chiaro che, se sei soddisfatto e ti senti arrivato in un posto ambitissimo, evidentemente… Non puoi fare altro”.

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