Berlusconi contro Renzi: “Non penso che arriverà al 2018”

A cura di D. F.
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Il Cavaliere ha detto: “Oggi questa per me è l’ultima mossa, o la va o la spacca. Dopo venti anni di guerra spero di lasciare la politica dopo aver garantito al mio Paese democrazia e libertà”.

Mentre Matteo Renzi annuncia l'approvazione – entro 15 giorni – del Job Act, ovvero la riforma del lavoro che prevede tutele crescenti per i dipendenti, oltre a un sussidio di disoccupazione per tutti coloro che perdono il lavoro, Silvio Berlusconi – intervenendo telefonicamente con un convegno di Forza Italia a Frosinone – afferma: "Non penso che si andrà avanti fino al 2018. Fra un anno, dopo che si sarà fatta la legge elettorale, si potrà andare a votare. Per allora dobbiamo avere una penetrazioni tra i cittadini spiegando di che cosa ha necessità il Paese e quali riforme sono necessarie". Poi il Cavaliere ha detto: "Oggi questa per me è l’ultima mossa, o la va o la spacca. Dopo venti anni di guerra spero di lasciare la politica dopo aver garantito al mio Paese democrazia e libertà".

Berlusconi ha anche fortemente criticato Matteo Renzi, che ha oggi aumentato l'aliquota della Tasi. Per il Cavaliere si è trattato di un inizio "non proprio brillante, perché è venuta subito una tassa sulla casa, casa che per noi è sacra». L'ex premier ha poi ribadito che "Renzi è il terzo governo consecutivo non eletto dopo Monti e Letta. Un fatto assolutamente anomalo e non democratico, di cui dobbiamo preoccuparci". Poi: "Bisogna vincere le prossime elezioni per cambiare la Costituzione. Bisogna cambiare l’assetto istituzionale del Paese e questo si può fare solo con una maggioranza assoluta. Solo vincendo – ha aggiunto Berlusconi – possiamo modificare questo assetto". Berlusconi è quindi tornato a parlare di presidenzialismo: "Bisogna cessare con il presidente della Repubblica scelto dai segretari dei partiti. Bisogna dare la possibilità ai cittadini di scegliere il loro presidente".

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