"Quando c'era lui i treni arrivavano in orario"
"Mussolini ha dato le pensioni agli italiani"
"Il Duce ha fatto le bonifiche"

Quante di queste frasi leggiamo ogni giorno sui social network? Io ho deciso di metterle tutte quante in fila e affrontarle da un punto di vista storico. Per farlo ho usato una decina di libri storici, una menzione particolare a Francesco Filippi e al suo “Mussolini ha fatto anche cose buone”, un’ottima bibbia laica sull’argomento, da cui ho attinto a pieno sapere.

“Mussolini ha dato le pensioni agli italiani”

No. Il primo sistema pensionistico in Italia risale al 1895, cioè 27 anni prima della presa del potere da parte del fascismo.
La Cassa nazionale di Previdenza per l'invalidità e la vecchiaia degli operai è del 1898.
Tutti gli italiani ebbero la pensione per legge dal 1919, cioè tre anni prima della marcia su Roma.

“Mussolini ha inventato la tredicesima”

No. La tradicesima mensilità per tutti i lavoratori è del 1960, Mussolini fece una cosa ben diversa: solo ai colletti bianchi, cioè alla piccola borghesia impiegata nell'industria, cioè lo zoccolo duro del consenso al fascimo, decise di dare una mancia annuale corrispondente a un mese di lavoro. Non era la tredicesima, si trattava di un'elargizione data a chi lo sosteneva con più forza. Solo 15 anni dopo la caduta del fascismo fu approvata la tredicesima per tutti i lavoratori.

“Mussolini ha dato la cassa integrazione”

No. La cassa integrazione venne attivata nel 1947, cioè due anni dopo la morte di Mussolini.

“Mussolini ha fatto tante cose per i lavoratori”

Tante cose, sì, ad esempio ha vietato lo sciopero, ha sciolto i sindacati e per alcune categorie di lavoratori ha aumentato l'orario di lavoro.

“Mussolini ha bonificato le terre”

No, o comunque pochissimo. C’erano 8 milioni di ettari di terra da bonificare, alla fine annunciò di essere riuscito a bonificarne 4 milioni. Di questi 4 milioni, completati o almeno a buon punto, erano soltanto 2 milioni di ettari. Di questi 1 milione e mezzo erano precedenti alla marcia su Roma del 1922, cioè a quando Mussolini prese il potere con la forza.
In pratica in vent'anni il fascimo ha completato la bonifica di poco più del 6% del lavoro già avviato prima di lui.

“Mussolini ha dato una casa a tutti gli italiani”

No. La legge sulle case popolari è del 1903, per la volontà del deputato Luigi Luzzatti. Quello che fece il fascismo fu portare l'Italia in guerra e terminarla con due milioni di case distrutte e un altro milione gravemente danneggiato.

“Mussolini ha costruito le strade”

No. L'idea di autostrade fu concepita dall'ingegnere Piero Puricelli, primo tratto approvato nel 1921, un anno prima della Marcia su Roma.
Il partito nazionale fascista era contrario alla costruzione di strade, arrivando a sabotare i cantieri perché favorivano le cooperative di lavoratori.

“Mussolini era onesto”

No. L'occupazione delle squadracce era quella di distruggere le sedi dei giornali e dei sindacati, e attaccare le manifestazioni dei lavoratori in sciopero, lo storico Gaetano Salvemini racconta come tra il 1921 e il 1922 furono circa tremila le persone uccise dagli squadristi, a propositò di onestà.
Ancora: il Duce non ha messo i corrotti in galera, ma l’onesto Giacomo Matteotti venne ucciso, e molti storici concordano nel ritenerlo un delitto politico-economico, perché stava per distruggere l'immagine pubblica del fascismo denunciando i malfattori a capo del PNF che si stavano arricchendo alle spalle dello Stato.
Ancora: la raccolta straordinaria di oro fu un successo. Ma le fedi nuziali degli italiani andarono a rimpiguare i forzieri della Banca d'Italia, e ne restarono un po' affinché Mussolini, in fuga dall'Italia, potesse arraffare quel tanto che gli bastava per pienare quattro borse di lingotti e sterline per ricostruirsi una vita da un’altra parte dopo aver lasciato l’Italia in macerie. Ma non ci riuscì.
Ah, l'onestà di Mussolini!

“I reati di mafia sotto il fascismo si interruppero”

No, ma essendo una dittatura, ed essendo attiva la censura, fu vietata la loro divulgazione all'opinione pubblica.

“Mussolini valorizzò le donne in Italia”

No, però è vero che nel 1925 concesse il voto amministrativo a una ristretta platea di donne.
La questione tragicamente divertente è che meno di tre mesi dopo lo tolse a tutti, uomini e donne.
Ancora: le donne furono considerate dal regime fascista come contenitrici di figli, meglio se maschi. Le donne furono espulse dal mondo del lavoro e da quello dell'istruzione. Fu vietato loro di partecipare a concorsi per uffici amministrativi, insegnare materie scientifiche negli istituti tecnici e lettere e filosofia nei licei.
La donna doveva stare a casa, doveva servire l'uomo ed essere l'angelo del focolaio. Stop. Questa era la concezione della donna sotto il fascismo.
Nel 1938 fu varata una legge che stabiliva un massimo del 10% di donne presenti nelle aziende private e negli uffici pubblici. Se l'azienda aveva meno di 10 dipendenti, allora quei 10 dipendenti dovevano essere tutti uomini.
A proposito di donne: stupro e incesto erano derubricate ad atti contro la morale e l’articolo 544 del Codice Penale normò il matrimonio riparatore. Cioè se violentavi una donna, ma poi la sposavi, allora non ti condannavano.
Proprio un’estrema attenzione alle donne, insomma.

“Mussolini non era razzista”

Invece lo era.
Già nel 1918 Mussolini parlava di razza dei latini. Nel 1921 lo storico Emilio Gentile ricorda come Mussolini ritenesse la razza “un fatto duro come il granito".
Il fascismo fece strage di berberi in quanto berberi, comprese donne e bambini.
L'utilizzo dei gas contro i civili in Libia; Rodolfo Graziani a capo della repressione che si prese il nome di "macellaio degli arabi".
Mussolini aprì poi campi di concentramento per sloveni e croati.
Le leggi fasciste erano razziste anche prima del 1938. Nel ‘35 decise di aggredire l'Etiopia, e la propaganda promise ai soldati italiani le belle abissine con un chiaro riferimento sessuale, avete presente Montanelli?
Il fenomeno del madamato, cioè queste bambine e ragazzine che accompagnavano i soldati, andò ampliandosi così tanto che Mussolini mise un freno, e perché lo mise? Per non imbastardire la razza italiana con quella degli etiopi.

“I treni arrivavano in orario”

No. Però non si poteva dire, tutto era sottoposto a censura.

“Mussolini amava veramente il suo popolo”

Se amore fu, fu un amore malato. Il fascismo coinvolse gli italiani in una guerra che fece 472.000 morti italiani, un terzo di questi civili.
Un numero che sorpassa le cifre delle morti italiane di qualsiasi altro evento storico, e che eleva il fascismo ad essere considerato l’avvenimento più catastrofico della storia d’Italia.

Il fascismo non è un’opinione, perché si basa sulla negazione di tutte le altre opinioni.

"La base di un possibile futuro totalitario passa anche dalla riabilitazione del passato totalitaro. Mostrare la realtà di quel passato è un primo passo per evitare che quel passato diventi futuro" (Francesco Filippi)