Da domani, lunedì 1° marzo, cambiano nuovamente i colori delle Regioni. Per la prima volta in settimane ritorna la zona rossa nella mappa del Paese diviso nelle diverse aree di rischio legate all'epidemia di coronavirus. E per la prima volta in assoluto un Regione entra in zona bianca, quella dove la circolazione del virus è talmente bassa da permettere la riapertura di diverse attività. Allo stesso tempo aumentano le Regioni in zona arancione, segno che l'emergenza è ancora lontana dalla fine. Vediamo quindi come cambiano i colori delle Regioni da domani e cosa prevedono le regole.

Per prima cosa ricapitoliamo la situazione attuale. In zona gialla al momento ci sono Calabria, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Valle d’Aosta e Veneto. Da domani, però, Lombardia, Marche e Piemonte andranno in area arancione, andando ad aggiungersi ad Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Molise, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria e Liguria. Quest'ultima, invece, tornerà in area gialla. Fino ad oggi nessuna Regione era in zona rossa, ma le cose stanno per cambiare.

Basilicata e Molise entreranno infatti in area rossa, quella con le regole anti-contagio più stringenti. Da domani, quindi, milioni di cittadini non potranno uscire di casa a meno che non abbiano ragioni di salute, lavoro o necessità e diverse attività, come esercizi commerciali e ristoranti, dovranno chiudere i battenti. Troppo critica la situazione epidemiologica, non solo a causa dell'indice Rt riscontrato in questi territori, ma anche per le precarie condizioni in cui si trovano al momento gli ospedali.

La Sardegna invece sarà la prima Regione in Italia a entrare in zona gialla. "Da domani in Sardegna ci sarà una riapertura graduale. L'ordinanza che entrerà in vigore consentirà a tutti  ristoratori di tenere aperti gli esercizi fino alle 23, i bar fino alle 21 e tarderà l'orario del coprifuoco", ha confermato il governatore Christian Solinas. Annunciando però un rafforzamento dei controlli in modo da evitare che riaccada quando successo l'anno scorso, quando le ondate di turisti seguite alla riapertura avevano fatto impennare nuovamente la curva dei contagi nell'isola.